QUI FERT MALIS AUXILIUM, POST TEMPUS DOLET
"[...] Non siamo più uomini; non abbiamo più neanche la vita balzana degli animali; siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; perchè una sola libertà ci rimane: quella di tradirci. E infatti, ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci insieme. [...]"
(P.P. Pasolini, "Calderòn": XVI EPISODIO - Rosaura risponde a Basilio)

16 dicembre 2011

Come "risolvere" la crisi? Dimezzando il coefficiente di riserva frazionaria

A partire da Gennaio 2012, Francoforte dimezzerà dal 2% all'1% il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche.

Per capire meglio il senso di tale decisione è necessario conoscere il meccanismo sul quale tale riserva si fonda. Esso "impone" alle banche di detenere una percentuale della loro passività depositato presso la banca centrale, poichè questa servirà per garantire che ogni banca sia in grado di saldare la propria esposizione debitoria con gli altri istituti in sede di Camera di Compensazione interbancaria.

Cosa è, dunque, la riserva obbligatoria frazionaria? E' la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili
. Ogni banca deve sempre possedere una contropartita in contante di ogni passività.

Il regolamento di Basilea 1, stabilito nel 1988 presso la Banca dei Regolamenti Internazionali, portò la riserva frazionaria al 2%.

Oggi, nell'omertà assoluta, nel vivo di questo periodo di caos finanziario, tale percentuale è stata ulteriormente abbassata all'1%.

In pratica, per ogni 100 euro di depositi, la banca deve tenere 1 euro in attività liquide o facilmente liquidabili, mentre può prestare i restanti 99 euro. Se questi 99 verranno prestati ad un'altra banca, questa a sua volta dovrà tenerne 0,99 euro sotto forma di riserva frazionaria e potrà prestare i restanti 98,01 e così via. Si tratta, in pratica, di un moltiplicatore di depositi attraverso cui si possono accreditare soldi che in realtà non esistono.

Lo scopo della riserva è quello di obbligare le banche a garantire un livello minimo di liquidità, che deve soddisfare la normale operatività degli istituti. Abbassando la percentuale di riserva si da la possibilità di una ulteriore espansione del credito fittizio, alimentando e ampliando la grande truffa alla base dei disastri socio-politico-economici attuali.

A questo punto, non credo sia tanto complicato notare che abbassando ulteriormente la percentuale di riserva frazionaria le banche si siano autotutelate.

In questo modo, infatti, le banche commerciali creeranno maggiormente denaro dal nulla, aumentando ulteriormente l'inflazione e acquisendo più potere
.

Siamo di fronte ad una truffa autosostentatrice, che si rigenera quotidianamente inghiottendo l'economia reale, con tutte le conseguenze che stiamo vedendo e subendo in questi giorni di "crisi".

Il meccanismo, difatti, si inceppa quando non ci sono più prestiti e depositi. Per cui quando una banca non ha più sufficienti riserve, è obbligata a reintegrarle, ritirando qualche prestito ed eventualmente rallentando l'emissione di nuovi prestiti. E' il caso attuale, dove ad una gigantesca sovrapproduzione corrisponde una liquidità limitata. Il risultato è l'insolvenza, ovvero il crollo del castello di carte economico-finanziario che regge la cupola capitalista.


Articolo di: Italo Romano
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