QUI FERT MALIS AUXILIUM, POST TEMPUS DOLET
"[...] Non siamo più uomini; non abbiamo più neanche la vita balzana degli animali; siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; perchè una sola libertà ci rimane: quella di tradirci. E infatti, ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci insieme. [...]"
(P.P. Pasolini, "Calderòn": XVI EPISODIO - Rosaura risponde a Basilio)

01 gennaio 2012

Appello del PM Paolo Ferraro al Paese

Appello al Paese, ai soggetti fedeli ai valori costituzionali, ai movimenti che si impegnano per un cambiamento politico, sociale e culturale, alle forze armate e alle forze politiche.

Esauritosi il compito del dimissionario Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, poichè eliminato dalle massonerie vincenti in quanto non chino totalmente alle direttive della oligarchia finanziaria (dopo aver attuato e portato a termine una quota essenziale del vecchio "Piano di rinascita democratica" della P2 di Licio Gelli), è giunta l'ora dell'ala materialistico-laica deviata, che con il suo accreditamento formale e con la sua bella veste di copertura da difensore dei valori e della legalità, non farà altro che portare avanti e perfezionare il golpe strisciante più lucidamente folle e oppressivo della storia della umanità, conosciuto da tanti con il nome di "Nuovo Ordine Mondiale".

I progetti MK Ultra e Monarch, l'esistenza di sette occulte, la deviazione di poteri militari, la deviazione della magistratura (iniziata nella seconda metà degli anni '90) e l'arruolamento della psichiatria corrotta per l'attuazione di tali progetti, necessitano di essere conosciuti da sempre più persone oltre che interpretati e letti nelle loro reali connessioni, emerse in parte in alcuni casi concreti in Italia.

La realizzazione di tali orrendi progetti avviene all'ombra dei poteri manifesti, e le poche e pericolose menti a capo di tutto ciò sono ben supportate dal potere economico finanziario più vasto dell'intera storia dell'umanità.

Ci troviamo in un periodo in cui il mutamento "orientato" in atto ha messo nel tritacarne della storia le ideologie dei secoli XIX e XX, con sinistra e destra a reiterare schemi ormai obsoleti.

Resta tuttavia una distinzione, un "divisorio" politico filosofico che viene dal passato: c'è chi crede che gli uomini siano effettivamente portatori di uguali identità e potenzialità e chi ritiene che gli uomini siano fatti di diversità che creano elite e caste. Quest'ultimo è proprio il fondamento teorico del potere "Illuminato".

Nel Giugno del 2011, chi vi scrive, aveva predetto che sarebbero successe cose eclatanti, indicando, sulla base di allusioni e tempi indicati dalle persone coinvolte in una vicenda unica nella storia del nostro Paese, che vi sarebbe stata una improvvisa e guidata accellerazione generale verso la realizzazione del sopraccitato golpe.

Stiamo rincorrendo i tempi dell'attuazione del grande progetto massonico nero che intende piegare anche le altre strategie massoniche. E possiamo dimostrare che l'Europa della gendarmeria sovranazionale (irresponsabile giuridicamente e munita di guarentigie di medievale memoria) e della BCE privata è il profondo humus del progetto dei poteri economico finanziari.

Purtroppo siamo in grave ritardo, ma abbiamo costretto gli altri ad accellerare ulteriormente. Per questo abbiamo accellerato anche noi, creando consapevolezze, fratture, avvicinamenti e movimenti di cambiamento percepibili e visibili.

Abbiamo, per la prima volta, idee chiare che possiamo dimostrare snocciolando fatti e vicende con dati ed analisi condivisibili, nonchè concretamente indicabili e concretamente valutabili, con un metodo atto a fondare verità storiche e politiche percepibili.

Vi è una sola possibilità, oggi: la ricostruzione dal basso di un movimento trasversale fondato su valori comuni, sull'alleanza tra ceti piccolo-produttivi, lavoratori e cittadini, rinsaldando aree di apparente opposta tradizione, ricostruendo l'ideologia del terzo millennio e informando tutto il Paese.

Per poter dar vita ad un progetto economico-sociale condiviso dal popolo, ad un'alba nascente che si ponga come forte alternativa al mondialismo delle massonerie e dei poteri finanziari, sono necessari:

- un nuovo rilancio dello Stato nazionale e la nascita di una confederazione (intesa come serie di trattati di reciproca collaborazione) con tutti gli Stati e le forze che agiscono sulla base di valori comuni;

- la denuncia immediata del Trattato di Lisbona e del Trattato di Velsen, e la fuoriuscita dai vincoli europei e mondiali, NATO inclusa;

- una immediata moratoria per tutti i tipi di sperimentazioni in atto che siano ignote alla collettività (incluse, naturalmente, quelle chimico-biologiche nei nostri cieli), ed il congelamento degli eventuali Trattati su cui si fondi ogni cessione pregressa di sovranità a riguardo;

- l'istituzione di una banca centrale nazionale pubblica;

- la denuncia del debito pubblico creato sulla moneta a debito e sui vincoli-capestro economico finanziari;

- la creazione di una moneta "a credito" nazionale, di strumenti di circolazione del credito e di strumenti di scambio locale;

- la messa al bando delle società segrete, qualunque esse siano, con una legge più incisiva e chiara che affermi che le consorterie e le fratellanze occulte tra ceti e soggetti sono incompatibili con il principio di uguaglianza sostanziale e con i valori della legalità e della democrazia;

- la riduzione del Parlamento a 350 deputati e la trasformazione della seconda camera in luogo di rappresentanza dei ceti sociali e produttivi (tenendo ferma l'architettura complessiva del dettato costituzionale);

- l'inversione del drammatico trend di urbanizzazione e di distruzione dell'agricoltura e delle autonomie alimentari delle regioni del Paese, con relativa rottura dei legami di dipendenza dalle regole mondialistiche del capitale finanziario e dalla violenza delle leggi globalizzate della domanda e dell'offerta;

- la difesa, anche locale, contro l'attacco finanziario alle piccole imprese e realtà produttive minori, attraverso sgravi fiscali e agevolazioni;

- la creazione di grandi progetti per la rinascita della piccola produzione e dell'agricoltura in tutte le comunità locali, secondo l'obiettivo del costo zero di trasporto degli alimenti , ivi compresa la ri-urbanizzazione delle campagne in contesti agricoli, dando prospettive occupative concrete ed immediate ai giovani, rivitalizzando i circuiti economici locali con i già citati strumenti di scambio monetario e la circolazione dei beni;

- l'interruzione immediata delle "grandi opere" più costose, poichè inutili, foriere di dispendio di immani risorse e non più compatibili con la fase storico-economica attuale;

- nuove politiche energetiche che immettano nei circuiti locali le migliori tecnologie alternative;

- la produzione e la possibilità di impiego di strumenti di locomozione ad energie alternative, sostenendo la domanda e tenendo conto dei maggiori costi iniziali;

- l'organizzazione di una grande conferenza nazionale attraverso cui individuare: le grandi produzioni da su cui puntare, i mercati dei paesi confederati (meglio legati da trattati di amicizia e collaborazione) da prediligere, i livelli di tecnologia da preservare, difendere ma anche abbandonare. Tutto ciò in una prospettiva di sviluppo concepita in modo radicalmente diverso e da ridefinire;

- l'eliminazione del numero chiuso nelle Università e il perseguimento dell'obiettivo di acculturazione di massa di medio-alto livello attraverso sostegni economici diffusi;

- il reperimento delle risorse necessarie ad attuare i vari progetti attraverso una patrimoniale su tutti i grandi patrimoni e le ricchezze finanziarie, oltre al dimezzamento delle risorse destinate alla difesa strategico-militare;

- il rilancio della ricerca scientifica secondo canoni rispettosi della salute e dell'ambiente;

- la reintroduzione della leva militare e il progressivo riassorbimento dei militari di professione;

- l'eliminazione del finanziamento ai partiti.

Per attuare i punti del programma è indispensabile unire le forze per informare dentro e fuori la Rete, e diffondere quei valori che vorremmo prevalenti in questa società.

Iniziamo ad utilizzare il Web in maniera militante e consapevole. Il "porta a porta" informatico dovrebbe richiedere un impegno, per ognuno di noi, di almeno una o due ore giornaliere per poter avere effetti concreti. Un click o una condivisione su Facebook non sarà mai sufficiente per i nostri scopi.

Il valore della democrazia appartiene a tutta l'umanità, e il terzo millennio sarà degli uomini di buona volontà, solo se noi lo vorremo. Tutto è nelle nostre mani.

Paolo Ferraro

Clicca qui per leggere l'appello dalla fonte
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Leggi anche gli articoli "Siamo ad una svolta epocale" e "Il nuovo manifesto".

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Non conosci il magistrato Paolo Ferraro? Clicca qui e ascolta l'intervista andata in onda ad Ottobre 2011 su Radio Ies.

4 commenti:

corrado ha detto...

un po' deludente laddove parla di Nuovo Ordine Mondiale e non cita le scie chimiche e laddove propone coe soluzione non l'abbattimetno delle strutture militari ma la reintroduzione della leva; forse meglio ilitari di leva che professionisti (molto più manipolati) pero' ...

Strijbos ha detto...

Perchè la reintroduzione della leva?

bacab ha detto...

Dopo un breve scambio di e-mail con il dottor Ferraro rispondo alle domande poste, riassumendo il suo punto di vista sulle questioni sollevate.

Il tema scie chimiche è naturalmente connesso all'uscita da quei vincoli, indicati nel programma (NATO su tutti), che ci portano a partecipare attivamente a determinate sperimentazioni.

E' fondamentale chiarire, dunque aggiungerò quanto prima tale punto.

Per quanto concerne la reintroduzione della leva quel che è di primaria importanza è l'eliminazione della casta professionale militare e la riduzione delle spese, e la reintroduzione della leva (anche attraverso apposite riforme) influirebbe in tal senso. Inoltre l'eliminazione delle forze armate resta impossibile da immaginare in una società come quella attuale.

Che_Guevara ha detto...

Però sono le solite frasi trite e ritrite. Ferraro non ha mai fatto un nome, un riferimento preciso, niente di niente. Sono luoghi comuni e basta.

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