QUI FERT MALIS AUXILIUM, POST TEMPUS DOLET
"[...] Non siamo più uomini; non abbiamo più neanche la vita balzana degli animali; siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; perchè una sola libertà ci rimane: quella di tradirci. E infatti, ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci insieme. [...]"
(P.P. Pasolini, "Calderòn": XVI EPISODIO - Rosaura risponde a Basilio)

22 novembre 2009

La manipolazione dell'opinione pubblica nei Tg italiani

I giornalisti dei nostri telegiornali sono diventati presentatori e pubblicitari. Altre competenze, ben diverse dall'informazione obiettiva e "sul campo". I servizi giornalistici sembrano creati ad arte per mostrare alcune cose e nasconderne altre. In un paese in cui sempre meno persone leggono i giornali, l'informazione televisiva rappresenta per la maggior parte della popolazione l'unica fonte d'informazione.

Molte di queste persone credono che i telegiornali li informino su ciò che accade nel mondo, e si troverebbero increduli di fronte al solo pensiero che i Tg possano essere utilizzati per manipolare le loro opinioni. Eppure ciò appare sempre più evidente, dall'omissione di elementi indispensabili per capire i fatti, dall'alterazione di alcune notizie e dall'assenza di altre.

L'opinione pubblica è fondamentale per la stabilità di un sistema, e nel nostro sistema viene formata attraverso il bombardamento mediatico. Per mantenere la stabilità, nell'attuale assetto politico-economico, occorre che l'opinione pubblica sia piegata a ciò che è funzionale al sistema e non apprenda alcune verità. Ciò rende il potere mediatico notevolmente importante. Il controllo da parte del potere avviene oggi all'interno delle nostre case, attraverso la Tv. La manipolazione dell'informazione è sempre più sistematica, progettata per essere efficace e per rimanere nascosta agli occhi dei cittadini. Le agenzie internazionali (americane, europee o giapponesi) che forniscono le informazioni, sono supportate da agenzie di propaganda, soprattutto americane, che pianificano non soltanto cosa rendere noto ma soprattutto "come" dare informazione. La quantità di notizie viene sfoltita e ridotta al 5/10% del totale.

La verifica delle fonti e l'utilizzo del senso critico sono ormai capacità atrofizzate dall'assumere passivamente il punto di vista delle poche agenzie che informano centinaia di paesi, come la Adnkronos e l'Ansa. Considerando come assolute alcune fonti e ignorandone altre, l'informazione è già alterata in origine, derivando da un unico punto di vista, che nel contesto appare oggettivo. Di tanto in tanto, nei nostri Tg, appare qualche debole critica, ad esempio contro il governo statunitense. Si tratta delle cosiddette “fessure controllate”, cioè critiche fatte ad oc per generare fiducia nel Tg, ma che risultano vaghe e discordanti.

Alcune notizie assumono nei Tg un certo rilievo, soprattutto quelle che evocano emozioni. Suscitare associazioni emotive e commozione è diventato uno degli scopi principali dei Tg. I fatti di cronaca, specie se si tratta di delitti contro bambini, si prestano a questo scopo, e quindi talvolta occupano uno spazio ampio dei telegiornali. Si tratta di un modo per distrarre l’attenzione pubblica da altri fatti assai più importanti per la vita dei cittadini. In altre parole, vengono amplificate notizie (di solito di cronaca o relative ad uno specifico problema) che non mettono in pericolo il sistema, per evitare di trattare altri argomenti "scottanti" e pericolosi per l'assetto che i politici hanno il compito di proteggere. Ad esempio, siamo stati indotti a parlare a lungo dei Pacs (una legge che sarebbe stato ovvio approvare senza tanti problemi), mentre si occultavano, tra le altre cose, le spese ingenti per la "difesa". Nessun telegiornale ha detto che parte del Tfr dei lavoratori andrà per spese belliche.

In questi ultimi tempi, un altro argomento, che viene utilizzato dai Tg per dirottare l'attenzione su fatti non pericolosi per il sistema, è quello dei malati gravi che chiedono l'eutanasia. Invece di approvare una legge che ponga fine al problema, il nostro sistema utilizza questi casi disperati (ieri quello di Welby, oggi quello di Nuvoli), per riempire spazi e suscitare angoscia e commozione. Si stimola la parte emotiva dei telespettatori, per coinvolgere in una questione umana drammatica, senza far capire che il potere di risolvere il problema è nelle mani proprio di chi sta strumentalizzando cinicamente il fatto.

Spesso alcune notizie sono oggetto di "sovrinformazione", cioè se ne parla in molti programmi e abbondantemente. Ciò avviene o per focalizzare l'attenzione soltanto su alcuni aspetti e fare in modo che i cittadini si sentano abbastanza informati e non vadano ad informarsi altrove (come nel caso della finanziaria o del Tfr), oppure per dare l'impressione che ci sia un'abbondante informazione. Ma si tratta di informazioni ripetitive, che non spiegano davvero la questione e talvolta la manipolano. Paradossalmente, il cittadino viene sommerso di "informazione" per fare in modo che rimanga disinformato. La sovrinformazionze può riguardare anche temi banali, come la separazione di una coppia nota, o l'uso di droga da parte di un personaggio famoso. In questi casi si tratta di distogliere l'attenzione da decisioni o eventi politici che stanno accadendo nel paese, e di cui occorrerebbe parlare, ma non risulta conveniente al sistema.

Si sta affermando sempre più il metodo americano di creare trasmissioni giornalistiche o televisive organizzate da agenzie di Pubbliche Relazioni, per manipolare l'opinione pubblica su un determinato argomento. L'argomento di solito è emerso all'attenzione pubblica senza che il sistema potesse impedirlo (ad esempio, la Tv spazzatura o la violenza giovanile). A queste trasmissioni partecipano personaggi accuratamente selezionati, che in apparenza sembrano avere opinioni diverse, ma in realtà esprimono tutti un unico punto di vista, che si vuole far apparire come unica verità. Talvolta è l'assunto di base della conversazione ad essere errato, ma viene acquisito come vero da tutti i partecipanti. Spesso si utilizza la figura dell'"esperto" che è abbastanza persuasiva, rappresentando il mondo della "scienza", che si intende come fonte di verità oggettiva.

L'informazione dei Tg viene falsata in maniera sempre più sottile e manipolatoria. Quando vengono sollevate smentite, soltanto in pochi casi viene reso pubblico. Lo spazio e l'ordine dato ad un'informazione sono molto importanti per valorizzare la notizia o sminuirla. Alcune notizie passano inosservate perché vengono dette per ultime e frettolosamente, mentre ad altre si dedica molto tempo all'inizio del Tg. Si stabilisce quindi una gerarchia in ordine all'importanza e al rilievo che si vuole dare alla notizia. Si privilegiano alcune notizie, altre vengono emarginate e altre ancora occultate.

L'informazione obiettiva è quella contestualizzata, verificata alla fonte e commentata da opinionisti di diverse tendenze. Sentire le opinioni dei politici di entrambi gli schieramenti serve a dare l'idea che si stanno sentendo più punti di vista, ma ciò spesso non è vero, perché la maggior parte dei politici non attua una vera critica al sistema, e si limita a spiegare le divergenze rispetto all'altro schieramento. Il sistema politico-economico attuale è sempre più intoccabile, e coloro che lo criticano appaiono sempre meno in televisione.

Nei Tg, le notizie vengono date come fatti isolati dal contesto, per impedire una comprensione approfondita. Si tende ad esagerarne un aspetto, che è sempre quello più emotivo. Lo stesso titolo talvolta è già gran parte della mistificazione, perché da esso si inferisce se si tratta di una cosa giusta o sbagliata, da approvare o da disapprovare. Ad esempio, quando si danno notizie sull'Iran si tende a far apparire questo paese colpevole di qualcosa, e i titoli sono "L'Iran sfida la comunità internazionale", oppure "L'Iran si ostina sul programma nucleare". I paesi indicati dalle autorità Usa come nemici diventano automaticamente nemici anche per le nostre autorità, che li criminalizzano in modo impietoso, evitando di menzionare le continue minacce e la preparazione alla guerra contro l'Iran da parte degli Stati Uniti.

Si manipola l'opinione pubblica italiana a pensarla come le autorità americane, e a ritenere che alcuni paesi debbano essere colpiti perché "pericolosi". Non si danno notizie sui numerosi crimini e attentati terroristici attuati dalle autorità Usa nel mondo, se non quando ciò risulta inevitabile. I nostri telegiornali si limitano a parlare di "attentati terroristici" in Iraq, Afghanistan o in altri paesi, senza raccontare la situazione vera. Ad esempio, non parlano mai della resistenza irachena e afghana, anche se ormai molti sanno che questi paesi sono occupati e che la popolazione cerca in tutti i modi di resistere (anche con metodi pacifici) all'invasore.

Difficilmente le notizie su paesi in guerra vengono spiegate in maniera approfondita, fornendo gli antecedenti politici, economici, internazionali, ecc. che possano far capire i fatti e le situazioni attuali. La decontestualizzazione è quindi uno dei modi per disinformare dando l'impressione opposta. Il fatto viene slegato da altri fatti che lo renderebbero più comprensibile. Ad esempio la violenza negli stadi viene slegata dal fenomeno della violenza nei giovani e dalle pressioni mediatiche che incitano alla violenza.

Il tono e il tipo di linguaggio utilizzato influiscono su come l'informazione viene percepita. Il tono può essere dispregiativo, di condanna, oppure enfatico ed entusiasta. Il tono dà un significato positivo o negativo alla notizia. La scelta delle parole è molto importante nel lavoro propagandistico, perché ogni parola è evocativa di significati o di emozioni e quindi deve essere scelta accuratamente per ottenere gli effetti voluti. Ad esempio, per trasmettere un senso di negatività, i gruppi considerati pericolosi per il sistema, come gli ambientalisti, i no-global o i comunisti, vengono definiti come "radicali", "fanatici" o "estremisti". La polizia viene chiamata "forza dell'ordine" anche quando reprime. Coloro che sono repressi vengono chiamati "ribelli" o "giovani estremisti". La violenza di Stato, anche quando uccide brutalmente, viene definita "sicurezza" o "difesa". I violenti sono sempre coloro che protestano contro il sistema e mai le autorità dello Stato, anche quando comandano una dura repressione, com'è accaduto al G8 di Genova.

Anche le immagini utilizzate hanno scopo manipolativo. Le immagini servono a dare un'impronta negativa o positiva a luoghi, situazioni o concetti. Ad esempio, quando si parla di cultura araba si mostrano le donne con il burqa oppure immagini di fanatismo e violenza, per indurre un'associazione negativa.

Un altro mezzo efficace per manipolare l'informazione è l'uso di cifre. Le analisi statistiche sono relative al campione scelto e al modello utilizzato. Le statistiche possono essere utilizzate come un dato inoppugnabile e incontestabile. Ma basta selezionare un determinato campione che possa alterare i risultati, per dare l'informazione che si vuole.

Le notizie sono spiegate dallo stesso punto di vista in tutti i telegiornali. I poteri al vertice del sistema, cioè le banche e le corporation, appaiono sempre più raramente, e soltanto nei casi in cui si annuncia una fusione, l'acquisto di un'azienda o la nomina di un direttore amministrativo. Quando una corporation viene denunciata per gravi reati come l'uccisione di sindacalisti, la schiavizzazione dei bambini o altri crimini contro i diritti umani, non viene quasi mai notificato dai nostri telegiornali.

Fino all'inizio degli anni Ottanta esisteva l'inchiesta televisiva obiettiva, che mostrava la società nella sua verità e complessità. Oggi, invece, la mistificazione mediatica riguarda anche la società stessa. Non appaiono quasi più i lavoratori mentre stanno faticando. Lo spazio dedicato alle proteste sindacali è ridotto al minimo. Alcune manifestazioni di protesta non vengono documentate. Si manipola persino l'immagine della società civile, che deve apparire accondiscendente anche quando non lo è. Non si va mai alla radice delle questioni lavorative o sindacali e non si fa comprendere abbastanza per poter giungere alla soluzione (che richiederebbe cambiamenti al sistema) del problema.
Le notizie sul dissenso alla politica di governo sono pregne di accenti nefasti. Spesso vengono utilizzate categorie stereotipate o etichette per puntare il dito contro chi mette in dubbio l'operato politico del governo.
I telegiornali fanno in modo che gli oppositori appaiano come poche persone che non vogliono la "modernizzazione", il "progresso" oppure come persone emarginate, fanatiche e "antiamericane". Ciò è accaduto nel caso della Tav in Val di Susa e della Base americana a Vicenza. Nei telegiornali si mostravano singole persone intervistate che esprimevano pareri contrapposti, per far capire che c'erano pareri discordanti e occultare che la stragrande maggioranza dei cittadini era contraria alle decisioni di governo. Si vuole nascondere che il potere dei cittadini è continuamente svilito dal sistema. E che quest'ultimo è distante da ciò che la gente vuole. Le questioni che stanno a cuore alla cittadinanza, come l'ambiente, la pace e la libertà di decidere sul proprio territorio, vengono denigrate dall'informazione tendenziosa e manipolatoria dei Tg. Ad esempio, i cittadini della Val di Susa che protestavano venivano mostrati come un gruppo sparuto di persone che avevano paura di avere il "treno che gli passa sotto casa". La verità che si cercava di occultare era che sotto al Musinè c'è l'amianto. Inoltre, nella Val di Susa esiste già una linea ferroviaria Torino-Lione, attualmente sottoutilizzata, in grado di poter reggere il traffico.

Un'altra tecnica, utilizzata dai Tg, per deviare l'attenzione sulla questione del dissenso e per semplificare i fatti (per non far emergere altri aspetti), è di connotare ideologicamente il problema con "destra" e "sinistra". Quando i cittadini si oppongono ad una questione lo fanno per motivi razionali, ma il telegiornale tende a far credere che siano motivi ideologici, oppure irrazionali e non accettabili.

Nelle questioni in cui gli Usa impongono un severo diktat, come nel caso delle truppe in Afghanistan e della base militare a Vicenza, i giornalisti assumono un tono allarmato verso il dissenso. In particolare, nel caso di Vicenza, mettevano in evidenza che anche all'interno della maggioranza c'erano coloro che avversavano la scelta del governo. Il sistema dei due schieramenti è stato creato per impedire un vero esercizio di sovranità. I giornalisti reggono questo gioco e si mostrano stupiti che lo schieramento al potere possa avere persone che ragionano con la propria testa e non eseguono passivamente "l'ordine". I Tg colpevolizzano queste persone facendole sentire responsabili di "indebolire il governo" o di metterne in pericolo la stabilità. Ciò nasconde che i nostri politici non prendono scelte sulla base del benessere dei cittadini, ma per tutelare e rafforzare il sistema stesso. I nostri giornalisti hanno dimenticato che l'essenza della democrazia è proprio il pluralismo. Si sono allineati al sistema in cui tutti gli schieramenti politici sono obbligati ad obbedire ai veri padroni del paese: l'élite economico-finanziaria.

In questi giorni i Tg gridavano "allarme" per la manifestazione di protesta organizzata per il 17 febbraio contro la nuova base militare di Vicenza. Ma in quale democrazia i giornalisti mettono in allarme i cittadini per una manifestazione che esprime la volontà di quasi tutta la cittadinanza?
Il 16 febbraio, annunciando la manifestazione di protesta del giorno successivo, i telegiornali dicevano "si temono violenze", come se chi protesta contro il militarismo è violento. Siamo al paradosso di definire violento chi è contro la guerra e il militarismo, e non chi vuole nuove basi per meglio fare la guerra.

Un modo manipolatorio di dare notizie relative a proteste o a sgomberi violenti è quello di mettere vicina una notizia di criminalità, in modo da indurre l'associazione fra "delinquente" e chi protesta contro il sistema.

Il 17 febbraio i telegiornali annunciavano: "Manifestazione di Vicenza... Imponenti misure di sicurezza". Trasmettevano anche un appello di Prodi: "Le manifestazioni sono il sale della democrazia ma siate pacifici". Il tono era quello del buon padre di famiglia, e non traspariva affatto che la realtà era esattamente l'opposto. Cioè coloro che stavano manifestando erano contro la violenza e il bellicismo americano, mentre Prodi era il politico che, lungi dall'avere a cuore il bene dei cittadini, stava sostenendo gli interessi bellici americani contro la volontà della maggior parte dei cittadini di Vicenza. Quindi, si trattava di scelte politiche non democratiche prese dal governo, ma i Tg facevano in modo da creare allarme attorno a coloro che stavano pacificamente, e giustamente, protestando. Qualche telegiornale osava un "Si temono infiltrazioni", ma non spiegava che soltanto il sistema difeso dai politici ha interesse ad infiltrare falsi manifestanti che creino disordine e violenza (com'è accaduto nel G8 di Genova), per poterli far apparire violenti ed estremisti, come cercavano di descriverli i Tg attraverso messaggi allarmanti. Il Tg3 precisava che le forze dell'ordine erano "a difesa del centro storico della città", come se i manifestanti fossero pericolosi e distruttivi. Poi aggiungeva: "c'è anche chi è preoccupato" e si intervistava una persona anziana che appariva confusa per le tante persone arrivate in città. Il porre l'accento sul "pericolo di violenze" serviva anche a distogliere l'attenzione dal valore che la protesta avrebbe avuto sulle scelte del governo, e a nascondere che la volontà dei cittadini non conta nulla di fronte alle imposizioni americane. Non essendoci state violenze, il giornalista del Tg2 ha messo in evidenza uno striscione che definiva di "solidarietà con i terroristi arrestati". Un altro modo per dirottare l'attenzione e per criminalizzare il dissenso.

Impegnati com'erano a colpevolizzare chi protestava contro la nuova base americana, i giornalisti dei Tg hanno omesso la notizia che la nuova base sarà pagata da noi per il 41% delle spese di mantenimento (anche per le altre basi paghiamo parte delle spese).

Chi è contrario alla guerra è diventato un "estremista radicale". Chi denuncia i crimini come la tortura è un "antiamericano". Viene messo sotto processo chi avversa le guerre, e non chi le organizza.

Nello stesso telegiornale (Tg2, ma anche gli altri erano pressoché uguali) del 17 febbraio appariva Prodi in posa accanto al presidente afghano Hamid Karzai, come se quest'ultimo fosse un vero rappresentante politico del popolo afghano e non un personaggio foraggiato da Washington.

Quando i telegiornali notificano gli attentati terroristici in Iraq, in Afghanistan, in Pakistan, in Turchia o in altri paesi, danno soltanto la stima dei morti e il luogo dov'è avvenuto lo scoppio, e non spiegano la situazione del paese. Talvolta menzionano al Qaeda associandola all'attentato, senza indicare le prove a sostegno di ciò.

Le notizie dall'Africa, dall'Asia o dal Sud America arrivano soltanto se c'è un problema che riguarda i nostri connazionali (rapimenti, uccisioni ecc.), oppure quando ci sono le elezioni politiche, che ormai nel nostro sistema sono diventate il simbolo stesso della "democrazia". Come a dire che se non documentassimo le elezioni (che si svolgono ovunque, persino in Iraq e in Afghanistan), non troveremmo altro modo per provare che la "democrazia" esista.

Quelle poche volte che i telegiornali parlano delle guerre in Africa, lo fanno in modo confuso e impreciso, parlando di "conflitti etnici", e senza precisare chi organizza i gruppi in lotta e chi li arma. Non viene detto che nella maggior parte dei casi si tratta dei governi e dei servizi segreti europei e americani, che organizzano le guerre per controllare il territorio e saccheggiarne le risorse.

Le grandi metropoli e periferie del sud Italia appaiono nei Tg nel loro degrado ambientale, appare anche la microcriminalità e la disperazione dei giovani disoccupati. Tutto questo è descritto in modo fatalistico, come se i governi si trovassero impotenti di fronte a questi problemi. Quando a Napoli c'era il problema dei rifiuti, i telegiornali mostravano la città sommersa dalla sporcizia e dall'immondizia, ma non dicevano che questo stava accadendo perché il servizio era stato privatizzato e si impediva ai vecchi impiegati di operare, negando loro i mezzi idonei alla raccolta dei rifiuti. Per avvantaggiare i privati si stava organizzando il servizio diversamente. I cittadini apparivano "colpevoli" di qualcosa, ma in realtà ricevevano le bollette da pagare senza ottenere alcun servizio. Nessun telegiornale trasmise la manifestazione degli operatori ecologici napoletani che protestavano perché non erano messi in grado di lavorare. I cartelli che essi mostravano avrebbero potuto far capire la vera situazione, mentre i telegiornali rendevano impossibile capirla alla radice.

C'è una serie di argomenti "riservati", di cui i telegiornali non parlano. Ad esempio, delle stragi che l'Agip attua in Nigeria, oppure della produzione di armi (ad esempio le cluster bomb), in diverse fabbriche italiane. Armi che vengono esportate in molti paesi, compresi quelli in cui c'è guerra. I Tg non parlano mai di Signoraggio, che è il metodo utilizzato dalle banche per saccheggiare i paesi. Non si parla nemmeno degli statuti delle banche e del sistema bancario della Banca Europea, che ha sottratto all'Italia ben il 38% della finanziaria, impedendo al paese una crescita economica significativa. Sono state tagliate le spese per la scuola e la sanità ed è stata aumentata la pressione fiscale, per pagare le banche e sostenere gli Usa nelle guerre. Quando si è parlato della finanziaria, nonostante lo spazio dedicato a quest'argomento, i telegiornali hanno accuratamente evitato di notificare le ingenti risorse che le banche sottraggono al paese. La trasmissione Ballarò è stata l'unica a rivelare il fatto (ma senza metterlo in evidenza).

Un altro argomento tabù è quello delle regole e dell'operato delle istituzioni come il Wto, la Banca mondiale (Bm) e Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Nessun telegiornale ha mai spiegato che a causa di queste organizzazioni, negli ultimi venti anni, la miseria e la fame sono aumentate, e che il collasso economico di molti paesi, compresa l'Argentina, è stato causato dalle misure imposte proprio dalla Bm e dal Fmi.

Moltissimi altri argomenti non vengono trattati, ad esempio, la situazione di disuguaglianza degli immigrati, le gravi discriminazioni che essi subiscono, le persecuzioni di cittadini africani da parte dei governi fantoccio al soldo degli Usa, i massacri in Somalia, in Etiopia, in Nigeria, ad Haiti e in molti altri luoghi. Un altro argomento tabù è il denaro che lo Stato dà alle grandi aziende, somme spesso molto elevate.

Il telegiornale parla di droga soltanto quando comunica la notizia che le forze dell'ordine sono riuscite a sequestrare quantitativi di stupefacenti. Ma non parla mai delle implicazioni e connivenze delle corporation e dei governi nei commerci internazionali di droga.
Si parla di mafia quando si arresta qualche presunto mafioso o quando avvengono delitti, ma non si spiega cos'è davvero la mafia, e come essa sia in espansione grazie alle liberalizzazioni finanziarie, che hanno spianato la strada al riciclaggio facile.

I minuti di politica interna, nei Tg, si risolvono nelle brevi interviste ad esponenti di destra e sinistra, per mostrare come ci sia una questione, una disputa, e come i duellanti siano decisi e forti. Le differenti opinioni sembrano battute teatrali, in uno scenario sempre più avvilente e assurdo. Le questioni sono trattate sempre in modo marginale e superficiale, anche quando si tratta di questioni serie, come l'invio di soldati in Afghanistan. L'informazione si riduce all'opinione dei politici, la maggior parte dei quali non oserebbe sfidare il sistema nemmeno nelle questioni minime.

Alcune questioni interne non sono divulgate. Ad esempio, nel 2002, il Parlamento, quasi all'unanimità, approvò una legge che permette di abolire il tetto massimo di spesa per il "rimborso ai partiti". I cittadini italiani avevano espresso la loro volontà di non dare denaro pubblico ai partiti, attraverso il referendum del 1993, in cui oltre il 90% degli elettori votò contro. La gente crede che oggi questa volontà venga rispettata e non è stata informata quando, nel 1999 è stata approvata una legge che di fatto reintroduceva il finanziamento pubblico ai partiti chiamandolo "rimborso elettorale". Nel 2002 tutti gli schieramenti, ad eccezione dei radicali, votarono a favore di una nuova legge, la n. 156 del 26 luglio 2002, che titolava "Disposizioni in materia di Rimborsi Elettorali". La legge abbassava il quorum di accesso al rimborso dal 4% all'1% e aboliva il tetto di spesa, permettendo a quasi tutti i partiti di ricevere somme molto alte di denaro pubblico. Ad esempio, Berlusconi ha incassato, l'anno scorso, 41 milioni di euro per Forza Italia, la Margherita ne ha presi 20 milioni, l'Udc 15 milioni, i Ds 35 milioni, An 23 milioni, Rifondazione 10 milioni,[1] ecc. Dato l'ingente costo pubblico che ci sarebbe stato, l'approvazione della legge era una questione molto importante per l'opinione pubblica, ma non è stata sottoposta all'attenzione di tutti noi. I Tg non ne hanno nemmeno fatto cenno.

Le questioni spinose, come la malasanità o il costo pubblico di aziende privatizzate (come le ferrovie e le autostrade) vengono trattate come se il problema non fosse risolvibile e senza una sufficiente documentazione. Ad esempio, si parla superficialmente dei tagli alla sanità che stanno causando gravissimi problemi nella gestione delle strutture, oppure dei contratti truffaldini che importanti imprenditori (come Benetton) hanno stipulato con lo Stato. Questi contratti potrebbero essere rescissi se il governo volesse. Molti cittadini se lo aspettavano, dato che in precedenza erano stati duramente criticati dall'attuale maggioranza.

La povertà o la precarietà lavorativa sono diventate nei telegiornali o nelle rubriche di approfondimento una specie di calamità naturale. I poveri ragazzi trentenni vengono intervistati per sapere quanto guadagnano e che tipo di contratto hanno nei call center, nelle fabbriche o addirittura negli uffici pubblici. Si mette in evidenza che queste persone sono spesso laureate e molto preparate, e alcune di esse svolgono funzioni essenziali nel settore pubblico. Ma non si parla delle leggi che permettono il lavoro precario. Di quando sono state approvate e da chi, e di come sono state peggiorate nel tempo.

Poi ci sono i servizi giornalistici che hanno il compito di prepararci ad accettare il peggio. Ad esempio, quelli che ci allarmano sulla "crisi energetica" (per prepararci all'aumento della bolletta), quelli che ci mostrano i giovani delle gang di Londra, o quelli che documentano gli strani fenomeni atmosferici. Anche in questi casi non si va alla radice e non si spiega come è stato creato il problema e da chi. In un servizio del 17 febbraio, il Tg3 informava sull'omicidio di un ragazzo ad opera delle gang giovanili dei sobborghi di Londra. Il giornalista diceva: "Il problema sono le condizioni sociali... le famiglie non sono in grado, a causa della povertà, di fronteggiare il problema, allora c'è l'alcol, la droga o le armi da fuoco". Nessun cenno alla situazione politico-economica, e al bombardamento mediatico che esalta sempre più la violenza.

Anche l'allarme Sars rientrava nelle notizie che avevano l'obiettivo di preoccupare. Per alcuni mesi siamo stati bombardati da notizie allarmanti su presunti casi di questa malattia. Quello che non si diceva era che la Sars è nata da un esperimento avvenuto nell'aprile del 2003 a Toronto, ad opera di associazioni governative statunitensi e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, sostenuti finanziariamente dalla famiglia Rockefeller, dalla Carnegie Foundation, e da importanti produttori di farmaci. L'obiettivo era quello di ridurre la popolazione e far acquistare nuovi farmaci, come spiega il Dott. Leonard Horowitz: "La SARS e l'attuale timore per l'influenza aviaria ricevono l'approvazione dei capitani delle industrie militar-medico-farmaceutico-petrolchimiche, che parimenti in molti casi documentati operano al di sopra delle leggi... consideriamo il fatto che il flusso delle informazioni date dai mezzi di comunicazione di massa è stato pesantemente influenzato, se non interamente controllato, dai garanti delle imprese multinazionali, che hanno protetto e fatto avanzare gli interessi di un gruppo relativamente ristretto di imprese globali... Avendo testimoniato di fronte al Congresso USA, ho personalmente verificato come le prime donne dell'industria farmaceutica dirigono dal punto di vista economico e politico i nostri rappresentanti al governo. Le malattie che stanno emergendo sono di complemento alla politica della "Guerra contro il Terrorismo" e alla nostra cultura influenzata dal bioterrorismo. Questa agenda serve per due obiettivi principali: il profitto e la riduzione della popolazione. Realtà politica contro i miti mass-mediologici."[2]

Quando è emerso che l'allarme aviaria in Europa aveva lo scopo di indurre ad acquistare il farmaco Tamiflu, e che la sicurezza e l'efficacia del farmaco non erano mai state provate, le notizie allarmanti sono sparite. In questi ultimi giorni stanno ritornando altre notizie sulla variante H5N1 dell'aviaria. Probabilmente è stato prodotto un nuovo farmaco.

Nei nostri Tg, dopo pochi minuti di notizie di politica interna ed estera, arriva la parte più lunga della cronaca e dell'attualità. La scelta spesso cade su notizie riguardanti nuovi prodotti per la calvizie, la bellezza o tecnologici. Giuseppe Altamore, nel suo libro I padroni delle notizie, spiega che sempre più spesso i giornalisti televisivi presentano pubbliredazionali come fossero semplici notizie. Si tratta di presentare in modo enfatico prodotti che vanno dal nuovo tipo di telefonino a nuovi cosmetici, capi di abbigliamento e addirittura farmaci. Dopo l'impiccagione di Saddam, il Tg2 annunciò la creazione negli Stati Uniti di un nuovo giocattolo: il pupazzo Saddam corredato da cappio. Il giornalista si curò di precisare anche il prezzo e la possibilità di acquistarlo via Internet.

La cronaca rosa ha il suo spazio nei Tg, sempre più ampio: matrimoni o divorzi fra vip, se Madonna adotta un nuovo bimbo, oppure se un'attrice si è gonfiata di silicone o si droga. I servizi sulla moda, sull'elezione di Miss Italia o di Miss Universo non mancano. Talvolta i Tg riempiono spazio raccontando la storia di un animale o spiegando l'esecuzione di una ricetta. Viene documentato persino il "Raduno internazionale delle Mongolfiere", e ci informano anche sugli ultimi modelli dei vestitini per cani e gatti. Si tratta di modi per confondere su ciò che dovrebbe essere veramente la comunicazione giornalistica, che negli ultimi venti anni è stata declassata e fuorviata nel modo stesso di intenderla.

L'informazione dei Tg segue ormai il "pensiero unico" e anche la regia è unica. Si tratta delle grandi agenzie di propaganda americane, come la Heritage Foundation , l'American Enterprise Institute e il Manhattan Institute. Le agenzie di propaganda americane provvedono affinché l'opinione pubblica subisca pesanti manipolazioni, che rendano difficile una vera consapevolezza di quello che sta accadendo nel mondo di oggi. Per riuscire a capire occorre utilizzare Internet e leggere le notizie dal mondo. E' una cosa che soltanto pochi si possono permettere di fare; e di solito non si tratta di anziani, casalinghe o persone che lavorano per molte ore al giorno, e che non hanno tempo materiale di informarsi se non attraverso la Tv.

Per queste persone c'è soltanto quell'infomazione "emotiva" e distorta che serve a renderli docili e incapaci di difendere i propri diritti. Come osserva Sartori: "Sostenere che la cittadinanza dell'era elettronica è caratterizzata dalla possibilità di accedere a infinite informazioni... sarebbe come dire che la cittadinanza nel capitalismo consente a tutti di diventare capitalisti… È vero che un'immagine può valere più di mille parole. Ma è ancor più vero che un milione di immagini non danno un solo concetto".[3]

I telegiornali sono ormai rotocalchi di una realtà che non è quella in cui viviamo. Sono sempre più orientati allo spettacolo, all'appiattimento e alla banalità. Come in un circo, ognuno fa il suo numero, con l'obiettivo di emozionare, catturare l'attenzione, intrattenere e persino fare divertire. Mentre gli eventi occultati diventano sempre più inaccettabili: quei due terzi del mondo ridotti in estrema miseria, quei milioni di bambini che per mangiare devono cercare nella spazzatura, le nostre regioni soggette al potere mafioso implacabile e crudele, le guerre contro i popoli, le dure persecuzioni contro chi lotta per la giustizia e i diritti umani...

Finché il potere mediatico sarà quasi completamente nelle mani di chi vuole un sistema politico-economico basato sulla legge del più forte e sul controllo dei popoli, è ingenuo credere che le risorse umane, spirituali e culturali degli individui stiano ricevendo impulso alla loro libera realizzazione. Le sottili tecniche di coercizione, di diseducazione e di appiattimento culturale sono dirette contro ognuno di noi, come un ulteriore affronto alle nostre menti e alla nostra dignità di cittadini.


Articolo di: Antonella Randazzo
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Antonella Randazzo ha scritto: Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittatore. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).

[1] Report, 1 ottobre 2006.
[2] Horowitz Leonard, Death in the Air: Globalism, Terrorism and Toxic Warfare, Tetrahedron Publishing Group, Idaho, U.S.A., 2001.
[3] Sartori Giovanni, Homo videns, Laterza, Bari 1997.

20 novembre 2009

Acqua privata


L’acqua, insieme all’aria che respiriamo e al cibo, rappresenta uno degli elementi indispensabili per la nostra sopravvivenza. La possibilità di accedere all’acqua potabile per bere e cucinare costituisce un bisogno primario il cui soddisfacimento dovrebbe essere garantito a qualsiasi essere umano, ma anche la disponibilità di risorse idriche da usare per l’igiene personale e l’agricoltura si rivela indispensabile per garantire una vita dignitosa e la sopravvivenza delle comunità. Nonostante ciò la disponibilità di acqua a livello mondiale sta continuando a diminuire e proprio l'accesso all'acqua sembra destinato a diventare uno dei più potenti strumenti di speculazione per multinazionali senza scrupoli.

Le riserve mondiali di acqua per abitante nel corso di mezzo secolo, fra il 1950 e il 2000, si sono praticamente dimezzate (da 16.800 m³ a 7.300 m³) e sono ulteriormente scese di circa il 40% nei 5 anni successivi, fino ad attestarsi nel 2005 a 4.800 m³. Nel mondo un miliardo di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non dispongono di servizi sanitari.

L’innalzamento del livello d’inquinamento di fiumi, torrenti e falde acquifere, unitamente alle massicce campagne pubblicitarie in favore delle grandi compagnie di acque minerali, ha determinato negli ultimi 5 anni l’aumento del 57% del consumo di acqua in bottiglia.

Molto spesso, approfittando del problema rappresentato dal pessimo stato in cui versano le condutture a causa degli scarsi investimenti pubblici praticati nel tempo, le grandi multinazionali si stanno sostituendo alle amministrazioni locali nella gestione delle reti idriche, appropriandosi in questo modo di un bene della collettività che potranno poi distribuire ai cittadini sulla base di prezzi e tariffe gonfiati a dismisura con l’unico fine di ingrassare il proprio tornaconto.

La trasformazione del “bene” acqua nella “merce” acqua sta avvenendo con tale velocità da far si che la rivista americana Fortune abbia individuato proprio il “settore dell’acqua” come quello in assoluto potenzialmente più remunerativo e perciò consigliato per praticare investimenti.

In Italia la sempre più spinta privatizzazione dei servizi pubblici, fortemente voluta dalla politica in maniera totalmente bipartisan nel corso dell’ultimo decennio, parallelamente alla trasformazione delle vecchie “municipalizzate” in società per azioni a capitale misto pubblico/privato che vengono quotate in borsa e si pongono sul mercato costruendo profitto attraverso la gestione dei servizi primari destinati ai cittadini (smaltimento rifiuti, acqua, distribuzione del gas, trasporti, servizi funerari) sta iniziando a produrre risultati catastrofici in termine di qualità dei servizi ed incremento del costo delle tariffe, ormai sempre più slegate da qualsiasi logica volta a salvaguardare gli interessi della collettività.

Emblematico a questo riguardo è sicuramente quanto accaduto ad Aprilia nel 2005, dove la gestione della distribuzione dell’acqua da parte della società Acqualatina, partecipata al 46,5% dalla multinazionale francese Veolia, ha comportato incrementi delle bollette nell’ordine del 300%, determinando una vera e propria sollevazione popolare da parte di oltre 4000 famiglie che si rifiutano di sostenere in silenzio un salasso di questo genere.

Forti preoccupazioni concernenti la “svendita” ai privati di una risorsa vitale come l’acqua, che dovrebbe continuare a rimanere patrimonio di tutti, sono state recentemente ingenerate da tutta una serie di novità in tema di liberalizzazioni dei servizi pubblici introdotte dal decreto Tremonti, che mira a liberalizzare la gestione dei servizi pubblici locali, affidandoli a società private o pubblico/private all’interno delle quali il socio privato non detenga una quota inferiore al 30%. Particolare apprensione è stata determinata dall’approvazione, avvenuta lo scorso 5 agosto 2008, dell’articolo 23 bis del decreto legge 112 che di fatto sottomette alle regole di mercato la gestione dei servizi idrici, snaturando la figura stessa dei “Comuni” che da enti deputati ad operare nell’interesse collettivo si trasformano in soggetti finalizzati alla costruzione del profitto proprio attraverso la gestione privatistica di quei beni, come l’acqua, che dovrebbero essere patrimonio di tutti. Il provvedimento in questione si pone oltretutto in evidente contrasto con il Codice Civile che agli articoli 822 e seguenti dispone la legislazione relativa al demanio pubblico, stabilendo che “i beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice.

Ma il decreto Tremonti rappresenta solamente il terminale di tutta una lunga serie di leggi e provvedimenti che a partire dagli anni 90 hanno progressivamente svenduto il patrimonio pubblico, contribuendo a creare monopoli privati o pubblico/privati che gestiscono i servizi primari per i cittadini unicamente nell’ottica della massimizzazione del profitto.

Oggi in Italia le condizioni della rete idrica risultano essere estremamente precarie a causa della scarsità d’investimenti pubblici e della loro cattiva gestione, facendo si che quasi un terzo dell’acqua incanalata nelle tubature si disperda prima di arrivare nelle abitazioni. Una situazione di questo genere potrebbe per molti versi favorire qualunque privato abbia intenzione di subentrare al pubblico nella gestione degli acquedotti, promettendo una migliore gestione degli stessi. Il decreto Tremonti “chiude il cerchio” applicando per legge la privatizzazione dell’acqua e sdoganando in questo modo l’operato dei colossi del settore che da tempo mirano ad ottenere il controllo del business relativo alla distribuzione della “merce acqua” che costituisce un obiettivo assai ambito in quanto potenzialmente in grado di generare enormi profitti.

La spesa degli italiani per l’acqua, attualmente in media circa 250 euro a famiglia (ma la distribuzione è assai irregolare e si va da un minimo di 81 euro ad un massimo di 587 euro) risulta essere ancora generalmente sostenibile, ma negli ultimi 10 anni le bollette sono incrementate mediamente del 61% e inoltre un italiano su tre è costretto a pagare una bolletta irregolare (sentenza 335 del 10 ottobre 2008 della corte Costituzionale) in quanto versa contributi per depuratori che non esistono o non sono funzionanti. In alcuni casi inoltre l’acqua che arriva nelle case delle famiglie italiane risulta essere inquinata da decine di sostanze altamente tossiche e nocive per la salute dell’uomo, così come accaduto a 450.000 cittadini abruzzesi che per oltre 20 anni hanno bevuto a loro insaputa acqua avvelenata dai residui tossici degli stabilimenti Montedison, o agli abitanti del Monferrato l’acqua dei cui rubinetti risulta contaminata dalla radioattività derivante dalle scorie nucleari depositate a Saluggia. Il tutto senza che gli organismi preposti al controllo si siano mai sentiti in dovere d'informare la popolazione, così come disposto dalla legge.

L’apertura ai privati e la volontà di trasformare il bene acqua in una merce che sarà venduta a caro prezzo da multinazionali, come Veolia già specializzate nel settore, o dalle multiutility quotate in borsa come A2A ed Hera che oggi accumulano fortune miliardarie attraverso l’incenerimento dei rifiuti, non induce purtroppo ad essere ottimisti.

Se prenderà corpo una privatizzazione sempre più spinta, il costo dell’acceso all’acqua per i cittadini italiani sarà infatti destinato ad incidere in maniera significativa e probabilmente insostenibile all’interno degli scarni bilanci familiari, già oggi per troppe persone pesantemente deficitari. Agli incrementi dei costi non corrisponderà inoltre, come sempre accaduto fino ad oggi in caso di privatizzazione, un miglioramento del servizio, dal momento che l’unico obiettivo di una società privata resta la massimizzazione del profitto, ottenibile unicamente riducendo i costi ed incrementando i ricavi.

Il nuovo decreto procede pertanto esattamente nella direzione inversa rispetto a quella che sarebbe auspicabile nell’interesse del bene comune di noi tutti. Anziché privatizzare l’acqua, trasformandola in una merce da vendere a caro prezzo, occorrerebbe infatti mantenere pubblica la gestione, migliorando la rete di distribuzione attraverso tutta una serie d’investimenti di risorse finalizzati a incrementare l’efficienza della rete idrica e dei depuratori, eliminando in questo modo gli sprechi ed i rischi d’inquinamento. In questo genere di opere, necessarie per il benessere della collettività, andrebbero investite le decine di miliardi di euro che invece attualmente vengono depauperati nella costruzione di grandi opere cementizie (TAV, Mose, nuove autostrade, megainceneritori ecc.) che risultano tanto dannose per l’ambiente quanto assolutamente inutili per i cittadini.

La gestione pubblica, orientata ad ottenere la migliore qualità di servizio per il cittadino, anziché l’obbligo della creazione di un profitto, rappresenta l’unico sistema in grado di salvaguardare i diritti di ciascuno, garantendo a tutti l’accesso ad un bene indispensabile quale è l’acqua. In questo senso occorre muoversi senza esitazione, poiché lo spettro della privatizzazione dell’acqua rappresenta l’ultima frontiera sulla strada della mercificazione di tutto l’esistente e si tratta di una strada senza sbocco e senza ritorno.


Articolo di: Marco Cedolin
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Link connessi:
- Lettera del sindaco Finiguerra;
- Intervista al Presidente della Regione Puglia, Vendola.


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18 novembre 2009

Vaccini contro l'influenza suina e microchip: il piano era già stato rivelato 20 anni fa


Notizia tratta dal sito http://ronpaul.blog.de attraverso la traduzione del sito theflucase.com.

Il quotidiano britannico "The Sun" nella sua edizione del 1 agosto 1989 (vedi foto qui in alto) recava una profetica notizia. Sotto il titolo "Il Grande Fratello sta arrivando - Rivelato piano segreto per etichettare ogni uomo, donna e bambino" venivano rivelati i piani segreti del governo per impiantare microchip in ogni persona allo scopo di ottenere il controllo totale della popolazione, anche con il pretesto di una pandemia di influenza suina.

L'articolo potrebbe essere stato scritto oggi, dal momento che i governi si preparano a realizzare una campagna di vaccinazione di massa per l'influenza suina con dei vaccini non testati e tossici, mentre molte fonti riferiscono che ci saranno dei nanochip nelle siringhe che verranno utilizzate per le iniezioni di tali vaccini.

Ovviamente molti medici che parteciperanno volontariamente a tale operazione criminale saranno probabilmente convinti dai loro mandanti che i nanochip (versione ancora più miniaturizzata dei pericolosi microchip già attualmente in uso) servono per monitorare il diffondersi dell'epidemia onde combatterla meglio.

Come infatti già segnalato nel mio "profetico" articolo su microchip e vaccini l'azienda VeryChip ha realizzato un cosiddetto chip "anti-pandemia" che potrebbe essere utilizzato come foglia di fico per coprire la vergognosa operazione.


Leggi il dossier sull'influenza suina ed i vaccini tossici.

Scaricalo sul tuo pc e diffondilo!

Leggi e diffondi il dossier di J. J. Crèvecoeur oppure scaricalo da mediafire, e soprattutto metti in opera quanto da egli suggerito come piano di azione.


Articolo di: Corrado Penna (http://scienzamarcia.blogspot.com/)
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17 novembre 2009

Influenza A, la truffa suina (tratto da byoblu.com)



Gennaio 2009. I laboratori della Baxter situati a Orth-Danau sintetizzano materiale virale, presumibilmente destinato alla produzione di vaccini contro l'influenza A, inoculandovi una miscela tra il virus influenzale stagionale H3N2 e il virus H5N1, altrimenti detto: aviaria. Una vera e propria bomba ecologica, perché il virus dell’aviaria uccide sul serio, ma ha una bassa capacità di contagio, mentre l’H3N2 fa ridere i polli, ma si diffonde con la velocità di un raffreddore: la ricombinazione genetica tra i due selezionerebbe la mutazione più favorevole, per il virus. La popolazione umana invece ne uscirebbe con tutta probabilità decimata. A meno che, certo, non fosse già pronto un bel vaccino sugli scaffali. Da comprare. Le quotazioni in borsa della Baxter volano letteralmente.

Febbraio 2009. La Avir Green Hills Biotechnology, di stanza a Vienna, riceve grossi quantitativi del materiale virale e lo gira a ditte subappaltatrici in Repubblica Ceca, Slovenia e Germania. Caso vuole che il laboratorio ceco non si fida ed inocula il materiale della Baxter ai furetti che sono soliti fare da cavia. I furetti muoiono, tutti. Le quotazioni in borsa della Baxter crollano.
Sotto indagine, la Baxter rifiuta di dare spiegazioni dettagliate. Dice che sarebbe costretta a svelare troppi segreti industriali. Io non posso usare neppure un algoritmo di criptaggio troppo sofisticato perché non è legale, e se arrivano i carabinieri possono sequestrarmi pc, hard-disks, chiavette usb, il forno a microonde e qualsiasi aggeggio sospettato di poter immagazzinare dati. Le case farmaceutiche, che giocano con la vita di miliardi di persone, possono invece rifiutarsi di parlare in nome dei segreti industriali?
Sì, possono. Tanto che proprio la Baxter risulta essere uno dei produttori di vaccini contro l'influenza suina, la A/H1N1. I cechi, che non ci vedono ma non sono per niente fessi, si rifiutano di comprarli, motivando che alla Baxter non sono in grado di garantire che il vaccino sia sicuro e che non si capisce chi dovrebbe farsi carico dei rischi per i possibili effetti collaterali. Effetti collaterali di cui non esiste traccia da nessuna parte. Tutti i farmaci ne hanno, dai più gravi ai più lievi. Quelli più innocui, piuttosto che niente ti provocano il solletico, così: giusto per non sfigurare. Invece i vaccini contro la suina sono il farmaco perfetto: non hanno nessun effetto collaterale, o perlomeno i governi seri, che si informano preventivamente per garantire la salute dei proprio cittadini, non sono riusciti a farseli consegnare.

In compenso, lo Stato italiano ha chiuso un contratto da oltre 24 milioni di euro con la Novartis e si rifiuta di mettere a disposizione di tutti il contratto di fornitura. Tutto quello che si sa è che manca un parere tecnico, che i 24 milioni saranno pagati anche se la Novartis non dovesse ottenere l'autorizzazione alla commercializzazione o se la consegna dovesse tardare, che non è prevista nessuna penalità per la Novartis e che il contratto è stato secretato, sottoposto alle stesse emergenze previste per eventi calamitosi di natura terroristica. La vaccinazione, inoltre, è stata tolta dalle mani del Ministero della Salute e messa in quelle di Bertolaso.

Tutto questo per una banale influenza più leggera di quella stagionale, che ha causato in tutto il mondo un numero infinitamente inferiore di morti? Conosco barzellette migliori. Cosa si diranno la sera, a tavola, il Ministro Sacconi e la moglie Enrica Giorgetti, Direttore Generale di Farmindustria? Potremmo, in via cautelativa e prudenziale, essere indotti a esprimere una lieve perplessità, da addurre con formula dubitativa, esitativa, interrogativa e sbalorditiva, circa l'eventualità che si possano individuare gli estremi per pensare ad un ipotetico ...conflitto di interessi? Ecco, l'ho detto...

La Corte dei Conti il 21 settembre 2009, nel tentativo di fare un po' di chiarezza, ha emanato la delibera n.16/2009/P. Ha rilevato una serie di irregolarità, ma si è scontrata contro la trattativa riservata e il muro di gomma della secretazione. Perché tutto questo mistero? Cosa c'è da nascondere? Vogliamo sapere dove finiscono i nostri soldi, perchè e a quali condizioni. E non sarebbe male anche sapere perché le vaccinazioni sono snobbate perfino dal personale medico e infermieristico. Qualcuno ricorderà che anche Paolo Grossi, infettivologo di chiara fama, aveva dichiarato a Byoblu.Com che non avrebbe fatto vaccinare i suoi figli.

Nel frattempo, a testimonianza di come dovrebbe operare un Ministero della Salute serio, eccovi l'intervento di Ewa Kopacz, omologo del nostro Sacconi al parlamento polacco.

Io voglio un ministro della salute così.


Intervento del Ministro della Sanità al parlamento polacco, Ewa Kopacz (5 novembre 2009):

Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent'anni di pratica medica è sempre stata: "prima di tutto non fare del male". Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.

Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?

Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?

So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?

Ci sono siti Web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti Web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?

Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo - controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.

Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.

Infine vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.


P.S. Abbiamo recuperato il contratto secretato, siglato il 21 agosto 2009 tra il Ministero del Lavoro, delle Politiche Sociali e della Salute e la Novartis Vaccines and Diagnostics S.r.l. Scaricalo qui: Contratto sull'acquisto di 24 milioni di dosi di vaccino


Articolo di: Claudio Messora (www.byoblu.com)

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13 novembre 2009

Il travagliato Travaglio: lo strano caso di un informatore disinformato

Qual è la differenza fra informazione e propaganda?
La prima non può ignorare il terreno storico, politico o economico su cui si incentra la notizia, mentre la seconda trae forza dall’ignorarlo. Infatti, scopo della propaganda è quello di attrarre l’attenzione su questioni particolari o su informazioni parziali, prive del nucleo che consentirebbe una vera comprensione. Più cresce l’ignoranza verso la Storia, la politica e l’economia e maggiore efficacia ci sarà nella propaganda.

Oggi molti confondono l’informazione con la propaganda, non avendo strumenti conoscitivi per distinguerle e riponendo la propria fiducia in personaggi che sulla propaganda hanno edificato la propria carriera, spacciandosi però per giornalisti seri e interessati a dare una vera informazione. La professione giornalistica, in un sistema basato sulla manipolazione mediatica delle opinioni, è senza dubbio assai importante. Per questo motivo, chi controlla i media si cura di non dare spazio a coloro che possono far emergere aspetti non lusinghieri del sistema, e anche a coloro che possono stimolare a pensare, a riflettere sul sistema politico-economico.

Lo scopo principale dei mass media è quello di renderci “etero-diretti”, ovvero di fare in modo che tutti scelgano il proprio stile di vita, la propria alimentazione, l’abbigliamento e persino le idee politiche e le opinioni, sulla base del mondo mediatico. Far diventare le persone etero-dirette significa renderle fortemente condizionabili, senza che esse ne abbiano piena consapevolezza, poiché se ne avessero consapevolezza gli effetti sarebbero drasticamente ridotti. Significa creare una sorta di “pensiero collettivo” che tenderà ad uniformare menti, pensieri, opinioni e scelte, in modo tale che qualora apparisse un’idea inconsueta, fuori dal controllo del sistema, si sarebbe indotti a guardare in modo sospetto chi la produce, come se “cantare fuori dal coro” rappresentasse di per sé un pericolo.
Da sempre in Italia sono messi in primo piano soprattutto giornalisti politicamente aggregati, che non toccano mai alcuni tasti “tabù” del sistema. Molti di questi giornalisti sono facilmente riconoscibili come asserviti ad una determinata area politica. In alcuni casi è più difficile capire chi li paga e chi li promuove, avendo la capacità di spacciarsi per “obiettivi” o addirittura per paladini degli interessi collettivi contro i potenti. A quest’ultima categoria appartiene Marco Travaglio.

Travaglio è uno scrittore e giornalista che è riuscito ad avere molta popolarità e a suscitare molta fiducia. Egli ha scritto diversi libri su Silvio Berlusconi e su altri personaggi che include nella “casta”. Per questo suo filone di cronaca giudiziaria con riferimento a fatti legati all’antimafia e alla corruzione, si è guadagnato molta simpatia, in un paese afflitto ormai da molto tempo dalla corruzione politica e dall’oppressione mafiosa. Ma andando oltre la facciata delle cronache giudiziarie fornite da Travaglio, si può tristemente scoprire un mondo assai lontano dal desiderio di onestà e di “pulizia” morale auspicato dai suoi fans.

Si scopre un insospettabile mondo di opportunismo, faziosità e disinformazione, in cui le cronache giudiziarie assumono una funzione catartica e illusoria, impedendo una vera chiarezza informativa sul sistema, e i conseguenti passi per cambiarlo veramente. Si scopre una serie di tabù imposti ai giornalisti dei mass media, e si scoprono persino episodi in cui chi vorrebbe discutere tali temi, come lo strapotere delle banche, le vere motivazioni delle guerre, le mistificazioni dell’informazione ufficiale, il “terrorismo”, ecc. si trova ad essere ridicolizzato, etichettato o, nella migliore delle ipotesi, considerato irrazionale e credulone. Ovviamente non abbiamo nulla di personale contro un personaggio che nel complesso appare simpatico e divertente, ma occorre capire come egli incarna il tipo di giornalista in voga negli ultimi decenni, in un contesto attanagliato dall’assenza di una vera informazione. E’ chiaro che mettendo in evidenza i limiti dell’attuale sistema mediatico attraverso l’analisi dei metodi usati da Travaglio non si vuole affatto sminuire la gravità di molti reati da lui denunciati o prendere le parti dei personaggi da lui considerati. Si vuole semplicemente far emergere che la corruzione e la mafia hanno cause ben precise. Non ci possono essere i corrotti se non ci sono anche i corruttori. La mafia esiste in quanto c’è convenienza ad attuare traffici illeciti, e questi traffici illeciti sono possibili grazie a precise persone. Si dice che la mafia sia un “problema sociale” ma non è la società civile italiana a consentire la produzione di droga o a controllare il traffico di armi.

Come questo libro fa emergere, ci sono responsabilità che non appartengono al nostro Parlamento anche se le nostre istituzioni non operano efficacemente per impedire i traffici mafiosi e spesso appaiono corrotte. Come spiega il Procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato: “Come mai parlamenti, consigli regionali e comunali, organi di governo e di sottogoverno sono affollati di pregiudicati o inquisiti per mafia, tanto da insinuare il dubbio che quel che combattiamo fuori di noi sia dentro di noi? Come mai, oggi come ieri, tra i capi organici della mafia vi è uno stuolo di famosi medici, avvocati, professionisti, imprenditori, molti dei quali già condannati con sentenze definitive? Come mai commercianti e imprenditori a Palermo, a Napoli, in Calabria continuano a pagare in massa il pizzo e, a differenza del fruitore medio, non si bevono la buona novella che la mafia è alle corde? Come mai i vertici di Confindustria lanciano tuoni e fulmini contro i piccoli commercianti che non hanno il coraggio di denunciare gli estorsori, minacciandoli di espellerli dall’organizzazione, ma vengono colti da improvvisa afasia quando si chiede loro perché intanto non comincino a prendere posizione nei confronti delle centinaia di imprenditori, inquisiti o già condannati, che hanno azzerato la libera concorrenza e costruito posizioni di oligopolio utilizzando il metodo mafioso? Ecco, quando a un fruitore medio ponete queste e altre domande, lo vedrete annaspare cercando vanamente possibili risposte nell’infinita massa di fotogrammi, immagini e battute stipate nelle sue sinapsi, dopo centinaia di ore trascorse a vedere fiction e film che raccontano le note storie di brutti sporchi e cattivi… Se, come diceva Hegel, il demonio si nasconde nel dettaglio, nel dettaglio di questa storia è leggibile il segreto dell’irredimibilità e della dimensione macropolitica del problema mafia, al di là delle imposture e dei depistaggi alimentati dal sapere ufficiale che lo spaccia come quella vicenda di bassa macelleria criminale di cui dicevo all’inizio. Di storie simili se ne potrebbero raccontare per mille e una notte. Sono tutte racchiuse in un enorme giacimento a cielo aperto a disposizione di chiunque: le pagine dei tanti processi che con un tributo altissimo di sangue hanno per la prima volta in Italia portato sul banco degli imputati non solo i soliti brutti sporchi e cattivi, i bravi di Don Rodrigo, ma anche il “Principe” di cui essi sono stati instrumentum regni e scoria, e senza la cui protezione e complicità sarebbero stati da tempo spazzati via”.[1]

Travaglio particolarizza la situazione italiana, la riduce alle beghe politiche e ad un gruppo di corrotti e mafiosi, di cui denuncia le malefatte, convinto che altri paesi, persino l’Albania, siano migliori del nostro. Egli usa luoghi comuni, ad esempio dice “bisogna che ci sia un ricambio della classe politica” o “il cittadino deve essere attivo”, ma non spiega come mai da parecchi anni si dicono queste stesse cose e la situazione rimane invariata. Per capire, occorrerebbe indagare su ciò che è davvero il sistema partitico e su chi crea la classe politica. Non tutto quello che non va e che intralcia la crescita del nostro paese è dovuto ad una classe politica incapace e disonesta. C’è a monte qualcosa di importante, che determina la situazione di debito pubblico, di sprechi, di corruzione e di degrado. Mettere il “mostro” in prima pagina può nascondere una tragica volontà di non far capire come stanno veramente le cose. Rimanere alla superficie dell’iceberg significa gridare allo scandalo “corruzione”, che certamente esiste davvero, ma si rischia di farlo per coprire i veri responsabili che stanno al vertice e i meccanismi che stanno alla base del sistema di potere attuale. Peraltro, ci sarebbe da chiedersi, come qualcuno ha fatto, come mai Travaglio sia in grado di argomentare le malefatte di Berlusconi e di trovare elementi di condanna e invece la magistratura no. E’ evidente che il sistema prevede che alcune persone siano al di sopra delle leggi. Non è dunque questione di dimostrare che in Italia ci siano molti mafiosi e politici corrotti, questa è una tragica realtà di cui tutti ormai siamo al corrente, il problema è capire le basi da cui origina tale situazione, che è diventata talmente involuta da bloccare lo sviluppo di un paese creativo e splendido come il nostro. Non è questione di paragonare l’Italia ad altri paesi esteri per far emergere che il nostro paese sarebbe peggio di tutti gli altri, questi sono luoghi comuni sterili e talvolta distruttivi.

Occorre invece capire chi ha trascinato il nostro paese nella situazione attuale e come poterne uscire.

Da alcuni anni Travaglio gira l’Italia per presentare i suoi libri o per accompagnare Beppe Grillo, e dal 2008 conduce Passaparola, una trasmissione in streaming sul blog di Beppe Grillo. In questi interventi, egli non va mai alla radice del male, limitandosi a dare ai suoi lettori il quadro del degrado. Negli ultimi tempi Travaglio si è avvicinato a Grillo e a Di Pietro, e ha dichiarato di votare per l’Italia dei Valori, influenzando così i suoi fans. Di fatto, Grillo non è soltanto un comico che fa spettacoli divertenti, e Travaglio non è soltanto una fonte giornalistica. Questi personaggi, come questo libro spiega, stanno svolgendo un ruolo ben preciso che è quello di operare una sorta di catarsi della rabbia e di alimentare illusioni per raccogliere adesioni politiche.

Negli ultimi anni i veri giornalisti indipendenti e le testate davvero scomode hanno subito molte vessazioni: faticano a trovare inserzionisti per la pubblicità, non ricevono finanziamenti pubblici, sono marginalizzati nella distribuzione e nelle edicole. Sono come vasi di coccio fra vasi di ferro. I mass media non spiegano bene questa situazione e non si fa capire che i finanziamenti all’editoria vengono dati soprattutto alle testate più grandi e a quelle di partito, al contrario di ciò che dovrebbe essere, dato che dovrebbero servire ad aiutare i più piccoli per garantire il pluralismo.

Questo libro prende a pretesto il caso di Travaglio per far emergere alcuni fenomeni fondamentali per comprendere il sistema mediatico e politico attuale. Si tratta, fra gli altri, del fenomeno dei gatekeepers, ovvero di controllo sull’informazione pubblica. Letteralmente il termine “gatekeeping” significa “la custodia al cancello”, ovvero la possibilità di esercitare un controllo attraverso criteri che favoriscono alcune notizie su altre. In termini professionali il gatekeeping comprenderebbe “tutte le forme di controllo dell’informazione che possono determinarsi nelle decisioni circa la codificazione dei messaggi, la diffusione, la programmazione, l’esclusione di tutto il messaggio o di sue componenti…le esigenze organizzativo-strutturali e le caratteristiche tecnico-espressive di ogni mezzo di comunicazione di massa (in quanto) elementi cruciali nel determinare la rappresentazione della realtà sociale fornita dai media”.[2] Generalizzando possiamo considerare gatekeepers tutti coloro che, pur parlando ad un pubblico ampio attraverso i media, si astengono dal dire alcune verità importanti.

I giornalisti gatekeepers usano fonti altisonanti, oppure dicono frasi convincenti come “questo è ormai risaputo”, o “se approfondisci capirai”, ma attraverso frasi rassicuranti e persuasive essi vestono di “abiti assoluti” punti di vista relativi, e bocciano come “leggende metropolitane” tutto quello che può contrastare le loro tesi, nascondendo dietro l’apparente “liberalità” il più dogmatico atteggiamento mentale. Essi segnalano una questione “morale” o pericoli di “attentati alla libertà di informazione” e nel far questo vogliono apparire obiettivi e democratici. Ma sono traditi dal comportamento che hanno verso chi non la pensa come loro. Infatti, oggi l’ambiente giornalistico, come questo libro documenta, è diventato un antro di litigiosità, in cui l’uno vuole mettersi in mostra più dell’altro. Per prevalere ci si assoggetta al padrone, curandosi di assecondarlo in qualsiasi modo, e facendosi beffe del diritto del cittadino ad una vera informazione. Si dice che il giornalismo attuale è come un "guardiano del potere", ovvero esso sostiene il potere nel non far trapelare verità scomode e utilizza tecniche per impedire una vera presa di coscienza dei cittadini sulla realtà finanziaria, politica, economica e mediatica. Si cerca persino di addolcire tutto questo facendo diventare l'informazione uno spettacolo attraente, emozionante oppure raccapricciante, ma comunque sempre emotivamente "forte" e quanto possibile stuzzicante. Gli obiettivi principali sarebbero la disinformazione, la distrazione e il condizionamento necessario per non mettere in pericolo il sistema. Spiega il giornalista Ignacio Ramonet: (Il telegiornale) "è strutturato per distrarre, non per informare... la successione di notizie brevi e frammentate ha un duplice effetto di sovrinformazione e di disinformazione: troppe notizie e troppo brevi... pensare di informarsi senza sforzo è un'illusione vicina al mito della pubblicità più che all'impegno civico".[3]

Oltre ai giornalisti, possono assumere il ruolo di gatekeepers anche scrittori, opinionisti, intellettuali, scienziati, politici, ecc. I giornalisti accreditati dalle grandi testate non possono parlare di diversi argomenti, e nella maggior parte dei casi si autoregolano, ovvero sanno quello che possono dire e quello che non possono dire, senza bisogno che qualcuno glielo dica esplicitamente. Lo stesso Montanelli denunciava l'autocensura dei giornalisti. Negli anni Sessanta scriveva sull'Europeo: "La maggior parte dei giornalisti, quando compongono un articolo, lo fanno interrogando la censura. Quale? Quella che hanno in corpo da secoli e di cui ormai non riescono a fare a meno”.[4] Montanelli tralasciava di dire che esistono anche giornalisti che non intendono autocensurarsi, che vengono estromessi dai canali ufficiali, oppure messi nelle condizioni di non nuocere. Ovviamente i ruoli migliori e di prestigio vengono dati a coloro che si autocensurano e che hanno l'abilità di non darlo a vedere.

Oggi le tecniche mediatiche per suscitare consensi politici, o per vendere prodotti sono diventate sempre più sottili ed efficaci, ci vedono ignari di subirle, e pochi sospettano della loro esistenza.
Ad esempio, una tecnica si basa su quello che è stato denominato effetto “Interazione Parasociale” (IPS), ovvero la creazione di personaggi che producono affezione e dunque agiscono da esche per catturare consenso o per vendere prodotti (commerciali o ideologici). L’effetto IPS è la tendenza psicologica a stabilire legami con personaggi dei media. E’ stato appurato che la presenza di un determinato personaggio può alzare gli indici di ascolto, così come il successo di un programma può dipendere dalla capacità del conduttore di stabilire un “legame” affettivo con il pubblico. L’effetto IPS agisce in modo da farci dimenticare che le persone che hanno ruoli mediatici non sono così empaticamente vicine come possono apparire. Si tratta di persone che ovviamente i cittadini conoscono soltanto come immagini mediatiche, ma ispirano fiducia per ciò che dicono e per lo spazio mediatico che viene loro riservato, e di conseguenza giungono ad avere potere di influenzare una certa quantità di persone. Il loro guadagno e la loro importanza mediatica saranno proporzionali al grado di fiducia suscitato e al conseguente potere di condizionare le persone. I personaggi più efficaci, nei periodi in cui i cittadini nutriranno poca fiducia nelle istituzioni, saranno quelli che si mostreranno come paladini della gente comune, ma al contempo saranno guidati da chi detiene il potere, curandosi di nascondere accuratamente la loro vicinanza verso ambienti da essi criticati a parole.

L’effetto IPS farà in modo che le persone percepiscano il personaggio come positivo, e qualora si diventasse consapevoli dell’effetto, il potere condizionante sarebbe drasticamente ridotto. La caratteristica principale di questi “legami” affettivi è quella di non avere una vera conoscenza del personaggio, la cui personalità potrebbe essere completamente diversa rispetto all’immagine mediatica; e nemmeno potrà esistere una reciprocità, poiché i “fans” non avranno modo di avvicinare il personaggio per sviluppare un vero rapporto umano. La relazione rimarrà dunque sbilanciata e fittizia. Il fans potrebbe dire “Io so chi tu sei, conosco la tua immagine mediatica, ma tu non mi conosci, ed io rimango anonimo anche se nutro fiducia verso di te e baso la mia opinione sulle informazioni che tu mi dai”.

Lo studioso Giuseppe Mininni parla di “fabbrica dei divi” e spiega: “I media sono rivelatori e insieme costruttori dello star system. Non solo le posizioni di potere – economico, politico, simbolico – trovano visibilità nell’azione dei mass media, ma questi alimentano in modo possente la tendenza inerente a ogni istituzione sociale, cioè quella di operare per >… i divi dello spettacolo, dall’attore… cantante o conduttore sono ammirati perché i media li fanno apparire vincenti e quindi li presentano come modelli di personalità capaci di sottrarsi alle derive omologanti della società attuale”.[5]


Nella situazione mediatica attuale sembra che la professionalità, la serietà e la discrezione non contino più. Oggi abbiamo una situazione in cui sarà il “personaggio mediatico”, a diventare più importante di quello che dirà. Le sue notizie saranno considerate vere non in quanto verificate o verificabili ma in quanto date da lui. Paradossalmente, non sono i contenuti ad avere un ruolo primario ma è il personaggio a rendere “veri” i contenuti che esprime. Egli indirizza l’attenzione, pone priorità, decide chi è da considerare e chi no. Si erge a realtà potendo, in virtù della fiducia suscitata, decidere il significato da dare alla notizia.

Negli ultimi anni, a causa della disaffezione dei cittadini alla politica corrotta degli attuali personaggi, hanno guadagnato spazio persone che informano su ciò che i media non dicono, come il comico Beppe Grillo. Il fattore IPS in questo caso ha agito formando gruppi di fans assai “fidelizzati”, a tal punto da trovare nel personaggio un punto di riferimento saldo per comprendere la realtà e cercare di fare qualcosa per contrastarne gli aspetti negativi. In questi casi vi può essere, secondo Mininni, un vero e proprio culto della personalità: “Il fan non si rende conto di inserire l’oggetto della sua ammirazione in un vero e proprio culto della personalità perché la sua relazione di identificazione parasociale è ispirata a slanci idealistici. I fan…reinterpretano un certo materiale simbolico attraverso l’investimento totale delle proprie risorse – cognitive e affettive, di tempo e di denaro -, ritenendo naturalmente di trarne un vantaggio in termini di benessere o di soddisfazione personale”.[6]

In assenza della necessità di essere preparati e di dare una corretta informazione, viene creata una situazione in cui ogni giornalista vuole prevalere e diventare una “star” mediatica.
I giornalisti accreditati diventano interessati, oltre al guadagno, anche all'apparire i migliori, i più forti e dunque i "vincitori" delle beghe mediatiche che essi stessi innescano. Le beghe sono alimentate dalla creazione di un "centro-destra" e di un "centro-sinistra", che permettono sempre nuove occasioni di scontro, facendo in modo che i reali interessi degli italiani cadano nel dimenticatoio o siano oggetto di contesa che risulterà sterile ma darà nuovi materiali per nuove beghe. Questi giornalisti diventano agitatori faziosi, talvolta arroganti e aggressivi, come se per informare si dovesse lottare gli uni contro gli altri e non basarsi sulle conoscenze e sui fatti. Si applica la legge del più forte anche ai media, e chi ostenta vanagloria, egocentrismo, cinismo, disinteresse assoluto verso i criteri dell'informazione corretta, diventa personaggio mediatico, promosso e divulgato come un prodotto funzionale al sistema, e dunque "giusto". Al contrario, chi non ha mire egocentriche, e tiene fede ai vecchi valori dell'informazione, risulta non adattato alla nuova corrente e dunque destinato a raggiungere un pubblico esiguo, o a cambiare mestiere.

Al giornalista accreditato da un gruppo politico viene concesso potere. Ovviamente non è il potere del politico di approvare le leggi, ma è potere di orientare l’attenzione, di creare opinioni, di creare consenso.

Il giornalista di oggi non deve essere un intellettuale, deve sapere quanto basta. Deve essere un personaggio di spettacolo, un “animale da palcoscenico”, in modo tale da diventare “uomo mediatico”. Il suo valore è misurato non in quanto persona che può dare qualcosa perché ha preparazione ed esperienza, ma in quanto appare, diventa familiare, viene visto come “uno di noi” che ha a cuore il nostro interesse. Nel momento in cui il giornalista-personaggio fa la dichiarazione di voto, i suoi “fans” lo seguiranno. Egli dunque è prezioso nell’attrarre voti in una determinata formazione politica, che avrà interesse ad assoldarlo.

Travaglio è trattato da personaggio mediatico persino nella trasmissione Annozero, in cui ha un “palcoscenico” esteso, nel quale dietro di lui appare la sua foto ingrandita e davanti a lui c’è un grande tavolo sul quale appare ingrandita la sua firma. E’ evidente l’obiettivo di dare “lustro” al personaggio, esaltando la firma, che è simbolo di ciò che si produce in modo individuale, personale; che è proprio di quella persona e non di altre.

Nel contesto attuale persino la manipolazione dell'informazione può essere spacciata come "normale". Lo scrittore Bruno Ballardini osserva che addirittura nei settori specifici possono essere utilizzati termini come "disinformazione costruttiva" per indicare i metodi di manipolazione delle informazioni. Un manuale statunitense che tratta tali metodi prende il titolo: "Come manipolare i mass media: metodi di guerriglia per far passare le vostre informazioni alla TV, alla Radio, nei giornali",[7] facendo credere che l'informazione richieda, più che abilità giornalistiche, capacità aggressive e manipolatorie.

Come osserva lo studioso Luciano Canfora, c'è il pericolo di "una vasta, capillare ed efficace diseducazione di massa, resa possibile nelle società cosiddette avanzate o complesse dalla potenza, oggi illimitata, degli strumenti di comunicazione e manipolazione delle menti".[8]

In effetti, nel contesto in cui ci troviamo attualmente si potrebbe dire che l’informazione è “personalizzata”, come fosse un prodotto offerto come un oggetto, con un marchio e un “colore”.
C’è chi esprime l’informazione a “marchio” ultraliberista” esaltando la presunta “competitività” e la necessità di “ordine” e “gerarchia”; c’è chi esprime un altro tipo di prodotto informativo, di più largo “consumo” che vede la denuncia di alcuni personaggi corrotti, oppure fa emergere qualche magagna del sistema, ma rimanendo sempre innocuo, ovvero senza smuovere nulla, pur denunciando “caste” e mafiosi. Queste immagini parziali della realtà sono presentate come l’intera realtà, lasciando fuori quello che non è funzionale, che non è utile, o può essere dannoso, nel formare l’opinione pubblica che si vuole. Si lasciano fuori, ad esempio, i problemi dei lavoratori, la povertà di milioni di persone, il crescente degrado dei servizi pubblici, i problemi collegati al debito pubblico, il potere imperiale delle autorità egemoni, ecc. Il giornalista-uomo-mediatico non è mai a servizio dei cittadini, anche se in alcuni casi può sembrarlo. Più appare tale e più viene pagato, dato che egli risulterà utile ad attrarre milioni di persone in una determinata orbita politica.

Da alcuni anni negli Usa e in Europa si parla di “left gatekeepers” ad intendere personaggi, scrittori, intellettuali e giornalisti anche di fama mondiale, che agirebbero per conto delle “sinistre” politiche, al fine di denunciare, in modo non pericoloso per il sistema, alcuni crimini delle corporations e di singoli personaggi, senza però andare a smascherare completamente il gruppo di potere. Si tratterebbe di persone che devono apparire degne di fiducia per assolvere il compito di canalizzare il malcontento o i sospetti dei cittadini in modo non nocivo all’assetto di potere. Questi gatekeepers possono essere riconosciuti dal fatto che non sollevano, ad esempio, il problema del potere della Federal Reserve o della Bce, e non condannano l’intero sistema. Di solito questi personaggi trattano i problemi come se si trattasse semplicemente di schierarsi (pro o contro, a destra o a sinistra), anziché capire a fondo la realtà. I “left gatekeepers” sarebbero indispensabili poiché è proprio il cittadino più critico a dover essere tenuto sotto controllo da personaggi che appaiono come lui, ma che di fatto propongono una percezione della realtà che non minaccia affatto l’assetto di potere.

In altre parole, il sistema ha oggi bisogno di creare gli stessi dissidenti o intellettuali critici, affinché i cittadini più attenti non si rivolgano ai veri dissidenti, tenuti ai margini della realtà mediatica. Questi gatekeepers fungono da esche, per tenere ancorate al sistema persone che altrimenti se ne allontanerebbero pericolosamente.

Alcuni left-gatekeepers potrebbero trattare argomenti scottanti in modo marginale, mistificato o addirittura dicendo menzogne, come ad esempio che gli eserciti occidentali fanno “missioni” di pace o che il sistema partitico basterebbe a proteggere la democrazia.
Diversi left-gatekeepers possono trattare argomenti che preoccupano i cittadini, ma lo faranno in modo parziale. E’ il caso di uno dei maggiori bersagli dei left-gatekeers italiani, il personaggio inquietante e controverso: Silvio Berlusconi. Questo personaggio si è posto in modo ambiguo e truffaldino, facendo credere di essersi arricchito perché capace nell’imprenditoria, mentre in realtà dietro la sua storia molti sanno che ci sono aspetti poco chiari, che lo vedono legato ad ambienti mafiosi e massonici. La sua storia è stata raccontata da Marco Travaglio e da altri, che però non hanno messo in luce l’ambiente politico, mafioso e massonico che gli ha permesso di diventare così ricco e potente. Moltissime cose su Berlusconi ancora oggi non si sanno. Di sicuro egli non si limitava a pagare mazzette per vendere i suoi palazzi ad enti pubblici, si occupava anche di altri affari illeciti. Spiega il giornalista e scrittore Mario Guarino: “La Edilnord (società di Berlusconi) produceva anche “fondi neri” di miliardi destinati al gruppo Fininvest: riserve di denaro illecito ottenute medianti frodi fiscali nelle compravendite, e utilizzate proprio per pagare tangenti”.[9]
La “ragnatela berlusconiana” suggerisce un panorama ben più ampio di quello sviscerato da Travaglio. Oltre che i “colpevoli” occorre anche trovare i “mandanti”, e nel caso di Berlusconi, come in altri casi di crimini, i mandanti stanno molto in alto, sono coloro che hanno creato e controllano il sistema, curandosi di tenere sottomessi i popoli, anche attraverso la disinformazione.

Travaglio appare fra i giornalisti più preparati. Tuttavia, c’è qualcosa che non quadra. Egli, tanto preciso e preparato su alcuni argomenti, specialmente sulle malefatte di Berlusconi e di altri politici, diventa improvvisamente vago e impreciso, se non addirittura impreparato, quando gli vengono rivolte domande su alcuni argomenti. Ad esempio, sulla questione d’Israele o sul potere delle banche. Egli appare talvolta reticente, in osservanza col diktat del sistema.

La realtà di oggi è che tutti i giornalisti delle grandi testate nazionali, e quelli televisivi, per rimanere al loro posto o poter fare carriera non possono parlare di alcuni argomenti. Questa realtà non è presente soltanto nel nostro paese. Ad esempio, l’Associazione spagnola indipendente “La Prosperidad”, ha messo a punto un progetto educativo e sociale con lo scopo di accrescere la conoscenza dei metodi ingannevoli dei mass media. I risultati della ricerca sono stati pubblicati in un manualetto dal titolo Tecniche di disinformazione.[10] La ricerca ha messo in luce che l'informazione in molti paesi non è veramente tale, in quanto chi controlla i media è portatore di interessi di vario genere (politici, economici, sociali, ecc.): “In una società che voglia essere considerata democratica è necessario che l’informazione sembri libera… il risultato è un sistema ampio e sottile di manipolazione… Ci sono banche che finanziano i mezzi di comunicazione, le imprese che ne sono proprietarie o che ne posseggono le azioni… sull’orientamento dell’informazione influisce l’ideologia dei giornalisti e dei redattori… la loro fedeltà all’impresa ed anche una certa tendenza all’autocensura… Il contesto di una notizia, quello passato e quello presente, è fondamentale per una comprensione ed un’analisi reale. Solo così è possibile valutare seriamente un avvenimento e formarsene un’opinione. Ma quando al lettore mancano gli elementi base di un fatto, è assai difficile che riesca a farsene un’opinione. Ragion per cui… al giornale risulta più facile imporre la sua. La decontestualizzazione può essere di due tipi:
Decontestualizzazione storica… (e) notizie-puzzle: cioè la dispersione e la frammentazione delle cause/effetto di un fatto che ne impediscono, o quanto meno ne complicano, la visione d’insieme e le possibili conseguenze… In tutti i paesi c’è una lista di “questioni riservate”, censurate e chiuse a tutta l’informazioneLa conoscenza (di queste questioni) è proibita per decisione politica… L’informazione sui partiti politici, sulle loro beghe interne, sui loro problemi, è ampia e continua… (mentre) di alcuni argomenti non si parla mai… (ad esempio) delle banche, (delle) multinazionali… implicati nei commerci internazionali più torbidi e redditizi… (del) Fmi, la Bm, il Gatt, l’Omc… Chi controlla questi organismi? Chi ed in funzione di quali criteri decidono le politiche da attuare?... La scelta delle fonti risponde spesso ad una strategia di manipolazione…(spesso) la pubblicazione di (un) fatto era funzionale a determinati interessi... Le notizie considerate più importanti vengono pubblicate nelle prime pagine, quelle più lette... il livello di arbitrarietà è elevato. Per esempio è quantomeno arbitrario, e spesso interessato, che alle dichiarazioni dei politici, ai loro continui 'deliri', alle risse tra i partiti, alle strategie che mutano il giorno dopo, venga attribuita una rilevanza nazionale... Le foto vengono utilizzate per altre 'funzioni nascoste'... molti lettori non sanno che le foto possono essere rifatte, rimodellate come se si trattasse di una frase... (ad esempio) sui paesi arabi... le foto sono piene di violenza e di fanatismo, ritraggono sempre masse vocianti di gente o donne che indossano il burka. E' il modo classico per associare, attraverso una ripetizione continua, la cultura araba e la religione musulmana".[11]

Potrebbe essere considerato divertente mettere l’enfasi sulle gaffes di Berlusconi, spesso gravi e sintomo di poca sensibilità, ma se ciò avviene a discapito della giusta informazione risulta essere un metodo degno dei gatekeepers. Ad esempio, quando Berlusconi disse la frase infelice sul presidente Obama, che lo definiva “bello giovane e abbronzato”[12] , i giornalisti si scatenarono, mettendo in evidenza il razzismo del cavaliere. Certo non sbagliavano le loro considerazioni, ma omettevano argomenti senza dubbio assai più rilevanti, come ad esempio che in quell’incontro col presidente russo Medvedev, avvenuto nel novembre 2008, Berlusconi non pronunciò soltanto frasi vergognose e ridicole, ma anche frasi clamorose sulla situazione che si era creata precedentemente in Ossezia. Egli disse anche: “Ringrazio il presidente Medvedev per avere apprezzato la posizione italiana in merito al conflitto con l’Ossezia. Questa posizione era basata sulla conoscenza dei fatti. E io penso che questi fatti dovrebbero aiutare la comunità internazionale a comprendere che cosa sia accaduto in realtà e superare la disinformazione che spostò l’opinione pubblica lontana dalla realtà.”[13]
Travaglio, come del resto anche gli altri giornalisti, non parlò del fatto molto indicativo di un presidente del consiglio italiano, ovvero di una nazione della NATO che riconosce che la versione dei fatti sull’Ossezia propagandata dalle autorità statunitensi è falsa, e che la versione giusta è quella russa.
Paradossalmente, un uomo di destra, “creato” dalla mafia e dalla massoneria, sta dicendo una cosa che svergogna il potere Usa, mostrandone la propaganda.
Tutti i giornalisti invitarono a parlare soltanto della questione del presidente “bello e abbronzato”, mentre soltanto un personaggio controverso come Giulio Andreotti, consigliava discretamente a Berlusconi di stare attento a trattare certi argomenti. Il commento del senatore sparirà dopo una breve permanenza sulla versione on-line del Corriere della Sera.


Questo libro si pone l’obiettivo di portare alla luce alcune caratteristiche proprie dell’informazione mediatica attuale, attraverso un personaggio molto apprezzato anche in ambienti culturali, che negli ultimi tempi ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti.
Prendendo a pretesto un giornalista molto popolare come Travaglio, che si spaccia per indipendente, faremo un viaggio verso i tabù dell’informazione, toccando argomenti come il signoraggio bancario, l’11 settembre, le scie chimiche, la questione di Israele, i “poteri forti” che creano la “casta”, la mafia e il sistema di corruzione dei partiti. Senza alcuna pretesa di essere esaurienti, faremo emergere le motivazioni che impediscono a tali argomenti di trovare spazio adeguato nei media ufficiali.

- Nel primo capitolo parleremo della formazione di Travaglio, con riferimento ad un altro giornalista suo “maestro”, Indro Montanelli.
- Nel secondo capitolo parleremo dei tabù di cui Travaglio non parla o di alcuni argomenti che egli cerca di mistificare per non essere allontanato dai mass media.
- Nel terzo capitolo parleremo dei legami politici di Travaglio, delle sue tecniche per apparire al di sopra delle parti e delle varie beghe fra giornalisti.

L’obiettivo principale di questo libro, anche se tratta un preciso caso di gatekeeper, non è quello di criminalizzare nessuno, dato che Travaglio è soltanto uno dei tantissimi personaggi che operano a sostegno del sistema. Lo scopo è quello di capire i meccanismi del controllo mediatico in casi in cui il personaggio suscita molta fiducia, a tal punto da formare un gruppo alquanto numeroso di “fans”.

Capire i meccanismi di manipolazione mediatica è fondamentale dato che il controllo mediatico può creare consenso o dissenso. Potrebbe avere addirittura il potere di spingere ad agire contro i propri interessi.

Capire questi meccanismi significa oggi poter rivendicare quella democrazia tanto decantata quanto impedita
.


Articolo di: Antonella Randazzo

Tratto da: "IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO. LO STRANO CASO DI UN INFORMATORE DISINFORMATO"


NOTE:

[1] http://cinema-tv.corriere.it/cinema/09_agosto_26/storia_rimozione_7da5b9b2-9244-11de-bb1e-00144f02aabc.shtml
[2] Wolf Mauro, Teorie delle comunicazioni di massa, Bompiani, Milano 1995, p. 152.
[3] Cit. Morresi Enrico, Etica della notizia, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2003, p. 182.
[4] Cit. Murialdi Paolo, La stampa italiana dalla liberazione alla crisi di fine secolo, Laterza, Bari 2003, p. 154.
[5] Mininni Giuseppe, Psicologia e media, Laterza, Bari 2004, p. 27.
[6] Mininni Giuseppe, Psicologia e media, Laterza, Bari 2004, pp. 28-29.
[7] Alexander D., How You Can Manipulate the Media: Guerrilla Methods to Get Your Story Covered by TV, Radio and Newspapers, Paladin Press, Boulder, Colorado 1993, cit. Ballardini Bruno, Manuale di disinformazione. I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realtà, Castelvecchi, Roma 1995.
[8] Canfora Luciano, Critica della retorica democratica, Laterza, Roma-Bari 2002, p. 68.
[9] Guarino Mario, Fratello P2 1816. L’epopea piduista di Silvio Berlusconi, Kaos Edizioni, Milano 2001, p. 96.
[10] Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, Tecniche di disinformazione, Datamews, Roma 2004.
[11] Escuela Popular “La Prosperidad” di Madrid, Tecniche di disinformazione, op. cit., pp. 9-52.
[12] http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2084355
[13] http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3259&com_id=139324&com_rootid=139302&

ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE: Perché Travaglio non può considerarsi così indipendente come dice di essere?
Perché Di Pietro e Grillo, a cui Travaglio si è aggregato, non sono degni di fiducia?
Come funziona veramente il nostro sistema politico?
Cosa sono i "poteri forti" che creano la "casta" e che Travaglio, nella sua "informazione", ignora?
Cos'è stato davvero l'11 settembre?
Che scopi ha il terrorismo occidentale?
Qual è la verità sulla questione palestinese?
Perché ai grandi banchieri è concesso un potere enorme?


COME ACQUISTARE IL LIBRO: Per acquistare il libro occorre scrivere all'indirizzo e-mail
giadamd@libero.it indicando NOME, COGNOME E INDIRIZZO COMPLETO lo pagherete contrassegno euro 19,50 + 8,50 per contributo imballaggio, spese postali e contrassegno.
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08 novembre 2009

Le menzogne di Si(n)one Angioni

Cosa rimane delle "scie chimiche"?!
Pubblicato giovedì 20 agosto 2009 da Simone Angioni alle 18:43


"Dopo La Gaia Scienza anche Superquark si occupa di sbufalare le scie chimiche nel servizio dedicato al corso per investigatori del Cicap. [1]

Il servizio andato in onda ieri sera oltre che di paranormale ha anche trattato diffusamente il problema della moria delle api, altro evento che alcuni complottisti hanno ricondotto erroneamente a cospirazioni governative internazionali.

Quindi cosa rimane oggi delle scie chimiche a 14 anni dalla nascita di questa teoria? Rimane una manciata di sostenitori che, sparsi in giro per il mondo, passano le loro giornate ad occuparsi più dei "disinformatori" piuttosto che delle scie che a loro dire sarebbero nocive.

Così è successo qualche giorno fa quando il Comitato Tanker Enemy, dopo aver rifiutato ogni offerta di collaborazione, dialogo e confronto con una serie interminabile di insulti (sic!), ha pensato bene di filmare gente a caso per strada (sic!), accusando poi il Cicap di essere il mandante di una non ben precisata azione di spionaggio. Forse in questo periodo di scarsa attenzione i ragazzi del Comitato Tanker Enemy stanno cercando un po' di pubblicità e sperano di averla attaccando le associazioni con maggior visibilità o forse sono davvero convinti che chiunque in questo mondo sia coordinato da poteri occulti e che nessuno prenda mai iniziative autonome?

Rosario […] Non posso credere che tu sia davvero convinto che il Cicap prenda gente che fa da pubblico nelle sue conferenze e le mandi a sorvegliare le case dei complottisti con una vistosa 500 a righe
".

Simone Angioni, coordinatore del C.I.C.A.P. per la città di Pavia, arrivista e spregiudicato come nelle migliori tradizioni dei componenti del suddetto comitato, si diletta nella manipolazione di alcuni fatti a vantaggio dei suoi colleghi disinformatori ed in appoggio alle azioni, palesemente in violazione della legge sulla privacy, dell’amico, nonché collaboratore del C.I.C.A.P., Francesco Sblendorio - Nico (regolarmente denunciato alle autorità competenti).

La balzana e mendace tesi di Angioni e soci si concretizza nell'affermazione, secondo cui il sottoscritto avrebbe ripreso un cittadino a caso per strada, accusando poi ingiustamente di violazione della privacy un fiancheggiatore del famigerato Comitato di barbogi, creato da
Piero Angela e del quale la R.A.I., che dovrebbe essere servizio pubblico, si fa cassa di risonanza per la disinformazione.

Peccato che le menzogne di Simone siano immediatamente smentite da molti elementi oggettivi che non lasciano la minima ombra di dubbio. Basta, infatti, visitare il sito Web del C.I.C.A.P. per sincerarsi di persona che il temerario Sblendorio è uno… di famiglia all’interno del comitato. Notiamo che a questa pagina nella quale si promuovono i nuovi corsi (Corso completo: Euro 600), in bella vista appare il bel faccione barbuto dello splendido Sblendorio e, se guardiamo sullo sfondo, fuori fuoco, chi scorgiamo? L’amico Kash, al secolo Marco Capuzzo che, neanche a volerci scherzare, sul suo profilo Facebook, è travestito proprio da taliban! Kash è noto per essere anch'egli un disinformatore molto attivo nel campo delle scie chimiche. Fu presente anche alla conferenza di Milano nella quale fui relatore. Colui diede man forte al compagno di merende Sblendorio ed al ben noto Paolo Attivissimo (C.I.C.A.P.). Insieme con costoro si resero protagonisti quasi tutti i componenti del C.I.C.A.P. e, contemporaneamente, i promotori della disinformazione in Rete. Contateli. Guardate quanti sono i disinformatori in Rete.

Marco Capuzzo (Kash)Coincidenze? Non direi, visto che a questa pagina, nella quale è presente una cospicua galleria di immagini, compare ancora lo splendido Sblendorio, in atteggiamento da macho, con tanto di tesserino al petto e… che incredibile combinazione, Andrea Salsi (Darkskies), coordinatore C.I.C.A.P. del gruppo Emilia Romagna, onnipresente frequentatore di "laboratori", "conferenze" etc., sempre alle calcagna di Attivissimo, già presente alla conferenza di Milano in incognito (fingeva di essere uno qualsiasi del pubblico - strategia tipica - si era seduto in un angolo in disparte e da lì blaterava di ragni migratori) sulle scie chimiche e qui ritratto mentre documenta, come d’abitudine, uno dei convegni del C.I.C.A.P. Salsi si intravede anche dietro Sblendorio, nella foto succitata. Darkskies, storico infiltrato nel forum di sciechimiche.org, fu lo scandalizzato (che simulatore!) personaggio che si lamentò poiché era stato defraudato dal sottoscritto della foto ritraente una scia chimica (le scie chimiche hanno un copyright?). Argomento che fu ripreso prontamente dalla guardia svizzera, Paolo Attivissimo, per un suo articolo nel quale, come al solito, l’oggetto di varie diffamazioni e calunnie era chi scrive.

Su quell’episodio, peraltro basato sulla quasi omonimia di un file immagine (era una foto scattata da due videocamere uguali e quindi con numero progressivo simile e per questo la scambiai per una delle mie presenti in archivio), fu costruita una delle tante campagne di discredito coordinate tra infiltrati sui forum, finti ricercatori sul fenomeno chemtrails ed Attivissimo. In pratica, per costoro io sarei anche un ladro di immagini. Casualmente, certe “informazioni” erano sempre fornite di prima mano al cacciatore di "bufale" (quasi sempre da Barbarella) che poi le spacciava per scoperte fortuite. In pratica, l’infiltrato di turno crea il “casus belli”, dopodichè scatta la trappola e la pubblica gogna mediatica, operazioni nelle quali Attivissimo è uno specialista.

Darkskies, che ora ha cambiato il nick in MarcoVi, ha un suo blog dove, quando può, diffama il sottoscritto ed il Comitato Tanker Enemy. Sarebbe interessante sapere come sia possibile che un oscuro blogger qualsiasi, possa permettersi un telescopio del genere (qui il modello sul sito del produttore) allo scopo dichiarato di “sbufalare” (odioso termine in uso tra i disnformatori) le scie chimiche. Chi finanzia certe spesucce?

Non è un caso se il nostro video di risposta alla becera puntata di “Superquark” è stato rimosso più volte e su diversi canali di You-Tube, nonostante non fossero state compiute violazioni ai termini del contratto di alcun genere. Questo avviene, perché se è il C.I.C.A.P. che ordina, lo staff You-Tube esegue, senza esitazioni. Sul loro canale si trova di tutto, ma provate a far rimuovere qualcosa.

Angioni afferma che il C.I.C.A.P. non c’entra nulla con le attività dei vari disinformatori, ma nell’entourage del Comitato italiano per il controllo per le affermazioni sul paranormale fanno bella mostra diverse “facce”, riconoscibili anche nella puntata di Superquark dedicata al C.I.C.A.P. (che casualità, vero?). Tra queste riconosciamo Alex Falcone, anch'egli molto zelante nel pubblicare articoli spazzatura sul suo blog cloaca, che hanno un ormai consolidato orientamento di discredito e diffamazione nei confronti del loro acerrimo nemico, Rosario Marcianò.

Quindi, riassumiamo.

Francesco Sblendorio, comunissimo cittadino italiano con velleità da istrione, si cimenta in una visita turistica guidata, accompagnato (in auto) dal suo degno compare Wasp (disinformatore distaccato in Arma di Taggia), per eseguire scatti non autorizzati della mia abitazione. E’, secondo Angioni e gli altri, un puro caso che Sblendorio si trovasse lì. A noi pare, invece, strano che l’auto usata da Sblendorio sia stata noleggiata proprio dal C.I.C.A.P., come appurato da alcune ricerche e d’altronde Sblendorio poteva benissimo partire da Torino per visitare il Casino di Sanremo o Porto Sole e non si comprende quale particolare attrattiva turistica potesse rappresentare il quartiere di Baragallo, uno dei più squallidi della "città dei fiori".

Alcuni mesi fa, evidenziammo un collegamento tra il C.I.C.A.P. (il video di MarkoGts al secolo Marko Germani e nel quale la voce fuori campo è quella di Steno Ferluga, esponente del C.I.C.A.P.) ed i ciarlatani disinformatori. Era solo la prima delle tante tracce che poi sono divenute certezze, avvalorate da decine di nuovi riscontri.

Il comitato di disinformazione ha deciso, tempo fa, di occuparsi (su mandato dei servizi) di scie chimiche e, per far ciò, ha reclutato un’armata Brancaleone che, attraverso blog, filmati ed attività sul territorio (vedi il trans Wasp ed il suo blog diffamatorio con le incursioni fotografiche della nostra abitazione), tenta di porre un freno alla progressiva presa di conoscenza sulla questione "scie chimiche” attraverso la calunnia ed il discredito. Fatica sprecata, perché la marea sale e quei quattro gatti di cui parla Angioni, sono, invece, una marea che sale e li travolgerà.

Angioni e gli altri sono solo pesci piccoli e come tali verranno arrostiti sulla brace al momento opportuno. Altri, più in alto di loro, non osano metterci la faccia e promettono loro carriere fulminanti. Peccato che di fulminante ci sarà solo la disfatta di codesti piccoli, insignificanti servi di regime. Tutti.


[1] Non abbiamo corretto gli strafalcioni di quel beota di Si(n)one Angioni. Egli non sa, ad esempio, che non si scrive "cosa", ma " che cosa". Memorabile poi quest'altro solecismo, ossia "più dei disinformatori piuttosto che di scie chimiche".

Nico scrive sul blog di Simone Angioni...
DENUNCIA DEL 27 AGOSTO 2009



Fonte: http://www.tankerenemy.com/2009/11/le-menzogne-di-sinone-angioni.html

07 novembre 2009

Internet e un movimento anti-vaccino H1N1: lettera aperta di Claudia Rainville

Caro amico e cara amica,

in passato ho supposto che i vaccini potessero essere pericolosi. Oggi ne sono più che convinta. Recentemente ho effettuato una ricerca sulla sindrome di Miofascite Macrofagica. Che sorpresa nello scoprire la similitudine con una malattia che ho incontrato spesso in persone in consulto e cioè la Fibromialgia.

La Fibromialgia é una malattia molto dolorosa. Circa una decina di anni fa, mentre ero in Québec, avevo sentito dire che c’erano sempre più persone affette da Fibromialgia. Non ne capivo il motivo, finché recentemente ho scoperto che la Fibromialgia era molto simile alla sindrome di Miofascite Macrofagica.

La Miofascite Macrofagica é caratterizzata da dolori muscolari, articolari, un’astenia importante e molto invalidante, periodi di febbre, rallentamento delle funzioni cerebrali, delle funzioni cognitive e uno stato di debolezza importante accompagnato da tanti altri sintomi che non permettono di svolgere i normali compiti quotidiani (occuparsi della casa, guidare una macchina) né di continuare a lavorare.

Questi malati hanno pochissima energia e, nel corso della giornata, sono spesso obbligati a riposare per recuperare l’energia che manca loro per terminarla. L’evoluzione porta alla cronicità, responsabile di una debolezza muscolare associata ad una stanchezza generale della tensione muscolare. I pazienti interessati erano spesso persone molto attive prima di questa sindrome.

Ricerche fatte su persone colpite da questa sindrome di Miofascite Macrofagica hanno rivelato la presenza di idrossido di alluminio nei macrofagi di queste persone. I macrofagi sono una varietà di globuli bianchi di grande dimensione che intervengono nei processi immunitari fagocitando (imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, rifiuti cellulari o sostanze estranee. Ora, si può ritrovare l’idrossido di alluminio anche in gran parte dei vaccini. L’idrossido di alluminio é utilizzato come additivo. Un additivo é una sostanza chimica che permette di stimolare l’immunità dell’organismo al fine di aumentare la risposta immunitaria.

Da Pasteur ci hanno fatto credere che i vaccini proteggessero, senza rivelare che invece era l’additivo che faceva il lavoro di far aumentare la risposta immunitaria e non il vaccino. Ma quello che ignoravamo all’epoca sui pericoli di questi additivi oggi non può più essere ignorato. Questo additivo era presente nel vaccino contro l’epatite B che é stato dato a molte persone tra cui diverse infermiere. E molte di loro hanno sviluppato la Sclerosi Multipla o Fibromialgia (probabilmente la Miofascite Macrofagica).

Recentemente chiedevo ad una di loro se era stata vaccinata contro l’Epatite B. Ecco cosa mi ha risposto : «Si, ero stata vaccinata contro l’epatite e ad un certo punto ho presentato gravi sintomi di epatite tanto che ho dovuto essere portata al pronto soccorso. Gli enzimi del mio fegato erano talmente aumentati che il medico non sapeva come ne sarei uscita. In seguito ho presentato i sintomi della Fibromialgia al punto da dover lasciare il mio lavoro».

Più vado avanti nel mio nuovo libro, «Il grande dizionario della Metamedicina», che sto terminando e che deve uscire nel mese di dicembre 2009, più scopro il numero di malattie cosiddette idiopatiche o autoimmuni legate ai vaccini e la cosa più sorprendente è che la maggior parte dei medici non sembra rendersene conto.

Di cosa avremo bisogno per fare in modo che si risveglino? E tu che leggi queste righe, aspetterai di aver perso la salute per renderti conto del pericolo dei vaccini?

«Moltiplicando le vaccinazioni aumentiamo il rischio di introdurre degli antigeni imparentati con molecole dell’organismo in cui sono stati iniettati creando così malattie autoimmuni la cui frequenza é in continuo aumento». Prof. Louis-Claude Vincent

Il Dr.Moulden da parte sua ha messo a punto una nuova tecnologia in immagini mediche per evidenziare i disturbi e i danni neurologici prodotti in seguito alle vaccinazioni. Il Dr.Moulden spiega che i vaccini provocano una iper-reattività del sistema immunitario nel corso del quale i leucociti si precipitano ad attaccare i prodotti estranei iniettati nel flusso sanguigno. Dato che questi ultimi sono troppo grandi per penetrare i piccoli capillari dove ci sono i prodotti estranei, i leucociti finiscono per ostruire, bloccare e deteriorare questi capillari. La strada viene quindi interrotta dai globuli rossi più piccoli che devono portare l’ossigeno ai diversi organi che si trovano vicino ai capillari ostruiti dalle sostanze estranee.

Queste particelle che raggiungono il cervello, disturbano o impedendo la circolazione sanguigna, possono provocare l’autismo, la morte improvvisa dei neonati o molte altre malattie del bambino o dell’adulto. Proprio come succede con un attacco cardiaco, ogni volta che i tessuti hanno carenza di ossigeno, é possibile subire un attacco cerebrale, problemi al fegato o ai reni. Si tratta qui di una grande scoperta di cui però si nega l’informazione a favore della disinformazione.

Ci sono così tanti bravi medici come loro che si sono resi conto dei pericoli dei vaccini per la salute, ma non gli si dà voce, non hanno un palco per farsi ascoltare. Al contrario, questi medici vengono minacciati di perdere il loro diritto ad esercitare la professione, i ricercatori che osano rivelare questi fatti vengono privati delle loro sovvenzioni...

Per un momento mi sono scoraggiata e mi sono chiesta cosa potessi fare per le mie possibilità. Ma grazie a Jean-Jacques Crèvecoeur, un brillante collega che stimo molto e che ha consacrato come me una gran parte della sua vita a risvegliare i suoi simili, ho capito che insieme si poteva fare qualcosa.

Potevamo dire: STOP! Non toccate più la nostra salute e la salute dei nostri bambini.

Un prossimo vaccino più pericoloso di tutti quelli presentati finora é sul punto di essere iniettato a oltre la metà del pianeta. Tu puoi pensare : «Ah io non mi farò vaccinare!» , molto bene. Anch’io penso la stessa cosa. Ma occorre pensare un po’ più in là. Hai pensato ai milioni di persone che riceveranno questo vaccino? Dove elimineranno questi virus e questi prodotti tossici che gli vengono iniettati? Quello che verrà eliminato dalle vie urinarie e digestive avrà come effetto di contaminare tutto il nostro ambiente, quindi anche se non ti fai vaccinare, potrai essere toccato da questa contaminazione.

Allora vedi che anche questo ti riguarda! Non restare indifferente o distaccato dal problema perché ti riguarda. Aiutaci a risvegliare quelli a cui si mente, a cui si raccontano storie per manipolarli meglio. Perché solo insieme saremo sufficientemente forti per opporci al piano di vaccinazione obbligatoria. E la buona notizia é che un’opposizione seria si sta già formando. Ti invito a entrare in Internet e a cliccare su “Opposizione al vaccino dell’influenza H1N1”.

Anche se l’opposizione si organizza, non bisogna mollare la presa, ma invece occorre sostenerla. Perché il nostro unico potere sta nell’unità. Coloro che vogliono prendere il controllo mondiale possiedono tutto il resto e cioè l’economia (controllo dei soldi e del loro valore) la politica ( i politici sono alla loro mercé) i media ( radio, televisioni, giornali, pubblicità occulta) a noi resta solo internet (per ora! ndr).

Sai che solo negli Stati Uniti hanno appena creato una legge passata al senato del Massachusetts (USA) che mette una multa fino a 1.000 dollari al giorno e fino a 3 mesi di prigione per rifiuto di obbedire alle autorità mediche (cioè rifiuto di farsi vaccinare) in caso di emergenza in materia di sanità pubblica?

Sai che il segretario di stato degli USA Kathleen Sebelius ha accettato di firmare un decreto che conferisce l’immunità totale ai fabbricanti di questi vaccini contro l’influenza H1N1? Questo vuol dire che se una persona in seguito al vaccino sviluppasse la sindrome di Guillain-Barré (e il rischio è che ce ne saranno tantissime) non potrà perseguire chi lo ha fabbricato.

Ti invito ad andare su internet a vedere questo video: “L’influenza suina del 1976”.

Sai che ancora prima del primo caso di influenza suina la più grande casa farmaceutica Baxter, aveva già depositato un brevetto per la fabbricazione del vaccino contro l’influenza H1N1? Richiedendo quello che c’é nel brevetto stesso si legge: “Additivi appropriati sono l’Idrossido di Alluminio, lisolecitina, Polioli, ecc…”

Sai che da anni si cercano mezzi per ridurre la popolazione del pianeta? Sono stati utilizzati diversi metodi che però si sono dimostrati insufficienti. La sovrappopolazione é diventata una grande preoccupazione per i sistemi della sanità pubblica che rischiano le crisi sociali peggiori mai viste.

Per porre rimedio a questa situazione, l’OMS e il Nuovo Ordine Mondiale diretto da un gruppo di famiglie (Rockfeller, Rothchild etc.) che detengono molto potere da molte generazioni, hanno concordato un piano per ridurre la popolazione della Terra da 3 a 5 miliardi di abitanti entro i prossimi dieci anni.

"Secondo le informazioni americane, da qui al 2015, quasi 3 miliardi di persone saranno di troppo, il nostro pianeta si aspetta dunque una sovrappopolazione. L'attivazione dei diversi virus che potrebbero portare ad una morte di massa é una strategia destinata a ridurre la popolazione del pianeta", ha dichiarato M. Ivachov.

Sai che una giornalista di nome Jane Burgermeister messa al corrente di questo piano ha recentemente fatto ricorso contro l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’ONU, Barack Obama (Presidente degli Stati Uniti), David de Rothschild (banchiere), David Rockefeller (banchiere), George Soros (banchiere), Werner Faymann (Cancelliere d’Austria) ed altri, accusandoli di volere commettere un genocidio di massa?

Questa accusa fa seguito ad un’altra procedura giudiziaria che la giornalista aveva intentato nell’aprile 2009 contro le società farmaceutiche Baxter e Avir Green Hills Technology, che ritiene responsabili di aver prodotto un vaccino contro l’influenza aviaria, per provocare deliberatamente una pandemia e arricchirsi allo stesso tempo.

Jane Burgermeister presenta le prove di atti di bioterrorismo in cui sono implicate le persone e gli organismi precedentemente citati. Li accusa di far parte di un sindacato internazionale di imprese criminali che ha messo a punto, fabbricato e stoccato delle armi biologiche in previsione di eliminare la popolazione degli Stati Uniti e di altri paesi a scopi di profitti politici e finanziari. Usando l’influenza suina come pretesto, li accusa di aver pianificato l’assassinio di intere popolazioni tramite la vaccinazione forzata.

Lei ha le prove che questi vaccini saranno volontariamente contaminati per provocare malattie mortali. Queste azioni si iscrivono in violazione diretta della Legge antiterrorista relativa all’impiego di armi biotecnologiche.

E’ vero che il nostro mondo si trova di fronte ad una sovrappopolazione. Ma non credi che ci siano altre soluzioni che dobbiamo cercare? Oltre la metà di quello che la terra produce viene gettato. Come si possono spendere solo negli Stati Uniti 7 miliardi di dollari per acquistare dei vaccini quando non c’erano soldi per aiutare le persone che perdono la loro casa, i senzatetto…E’ possibile che le risorse della terra e i soldi siano mal gestiti?

Non credi che sia arrivato il momento di unirci, di smettere di agire come caproni? Abbiamo una responsabilità individuale ma anche collettiva e planetaria.

Se la tua risposta é si, puoi scrivere a lidiavit@libero.it o luca@pcinfo.it e ti risponderò. Da parte tua puoi aiutarmi a trasmettere l’informazione al maggior numero di persone possibile. Ti metterò in contatto con altri tra cui Jean-Jacques Crèvecoeur, e altri ancora perché questo movimento prenda piede.

Grazie da parte mia personalmente e grazie a nome di tutti i nostri fratelli e sorelle di questa terra.


Lettera scritta da: Claudia Rainville (http://www.metamedicina.com)
Clicca qui per leggere la lettera dalla fonte.

04 novembre 2009

Influenza A: rivelazioni di un microbiologo e situazione in Ucraina

Articolo tratto dal blog blog scienzamarcia


La notizia di un uomo che cercava di avvisare la popolazione che i vaccini contro l'influenza suina contengono un agente infettivo molto pericoloso è comparsa la seconda metà di agosto sul sito above top secrets; quale sia la fonte poco importa, quanto di falso possa essere mescolato con la realtà di questa notizia poco importa, quello che importa davvero è il fatto sconcertante che due mesi dopo le rivelazioni si sono avverate, come del resto aveva rivelato un altro sedicente insider di cui avevamo parlato in uno scorso articolo.

Si è da poco saputo infatti di una NUOVA MISTERIOSA EPIDEMIA IN UCRAINA OCCIDENTALE che sta probabilmente portando quella nazione verso la legge marziale.

Ma ecco la traduzione di quella notizia di due mesi fa.

19/08/2009 - 21:16

Joseph Moshe ha telefonato alla trasmissione radiofonica 'Dr True Ott Show' (Republic Broadcasting) dicendo di essere un microbiologo che voleva presentare ad un magistrato federale le prove riguardo a vaccini contaminati (per l'influenza suina H1N1) prodotti dall
'azienda farmaceutica Baxter. Egli ha affermato che il laboratorio della Baxter in Ucraina stava preparando un'arma biologica travestita da vaccino e che lo stesso vaccino conteneva sia coadiuvanti studiati per l'indebolimento del sistema immunitario, che RNA replicato dal virus responsabile della pandemia del 1918. Egli non ha fatto nessuna minaccia ad Obama, nè ha parlato di bombe o attentati (queste sono le accuse fasulle che gli sono state ingiustamente rivolte), tuttavia, il giorno seguente è stato tirato fuori in malo modo dalla sua autovettura da una squadra speciale di polizia (SWAT) e arrestato.

Moshe è stato immediatamente estradato in Israele, altro stato del quale ha la cittadinanza (ha una doppia cittadinanza) e da allora non si hanno sue notizie. Ovviamente tutto questo parlare di lui come di un "fanatico di destra" non è altro che una forma di disinformazione studiata per evitare che la popolazione venga allarmata dalle sue dichiarazioni.

In effetti la persecuzione contro quest'uomo sembra una cosa assurda e potete leggere qualcosa in più (in lingua spagnola) in questo articolo corredato di foto e video. Se veramente quest'uomo ha voluto avvisare la popolazione delle sporche manovre genocide dei nostri governi niente di più facile che lo abbiano accusato a sua volta di essere un fanatico di destra che lanciava minacce al presidente USA (come se poi Obama fosse un libertario!).

Del resto le sue denunce coincidono con quelle della dottoressa Rauni Kilde, di J. J. Crèvecoeuer e con le intuizioni del sottoscritto.


E adesso passiamo a quanto riporta l'ottimo sito flucase.com in un articolo che lega l'inquietante situazione in Ucraina con le scie chimiche e di cui riporto la traduzione.

Panico in Ucraina mentre si profila minacciosamente la legge marizale, riporta il sito Infowars Irlanda - Le autorità negano che aerei stiano irrorando degli aerosol sulle città e ci si aspetta la dichiarazione delle legge marziale.

Le autorità a Kiev, in Ucraina, negano l'irrorazione di “trattamenti medici via aerosol” da parte di aerei che volano sulla città.

(...)

E' stata riportata la testimonianza di molti cittadini riguardante piccoli aeroplani, visti sull'area del Forest Market della città (vicino alla stazione Forest della metropolitana) spruzzare una sostanza sotto forma di aerosol che si suppone possa essere utilizzata per “contrastare l'influenza suina”; questo, ovviamente, sarebbe un trattamento medico forzato della popolazione.

Gli editori dei quotidiani locali di Kiev hanno ricevuto dozzine di telefonate da parte di cittadini preoccupati e proprietari di negozi dell'area di Forest Market affermando di aver osservato numerosi piccoli aerei girare in tondo nel cielo diurno spruzzando nell'aria un aerosol "non identificato".

I commercianti e le persone che lavorano negli uffici di quella zona hanno affermato di essere stati avvisati dalle autorità locali di “restare dentro gli edifici” durante il giorno.

I giornali locali hanno contattato gli amministratori governativi di Kiev ed è stato detto loro che “oggi (30 Ottobre 2009) non è stato dato nessun permesso a piccoli aerei di volare sopra la città ”. Inoltre le stazioni radio locali (in FM) di Kiev hanno regolarmente rifiutato di riportare queste testimonianze durante le loro trasmissioni, apparentemente sotto la minaccia delle autorità locali.

Testimonianze di elicotteri e piccoli aerei che diffondono aerosol su Kiev, Lviv, Ternopil e altre città in tutta l'Ucraina si stanno adesso diffondendo su siti internet e forum online in seguito alle testimonianze e alle verifiche di centinaia di persone.


Il 30 ottobre il presidente Viktor Yushchenko ha ordinato al Ministro della Difesa di stabilire ospedali militari in tutta l'Ucraina per assistere e provvedere alla fornitura di “trattamenti medici essenziali” a persone con l'influenza suina. Yushchenko ha inoltre ordinato al personale medico militare della riserva di tornare in servizio.

Ci si aspetta che il Presidente Yushchenko ponga presto l'Ucraina sotto legge marziale “a causa della complessa situazione epidemiologica nelle regioni dell'Ucraina occidentale, dove decine di migliaia di persone si sono ammalate, migliaia sono in ospedale e dozzine sono morte.”

Nove regioni dell'Ucraina hanno dichiarato la quarantena intorno ai loro confini e gli eventi pubblici sono stai messi al bando (incluse le elezioni). Ai preti è stato ordinato di non tenere nessuna messa o servizio religioso durante la domenica o di radunare una qualsiasi congregazione per qualsiasi ragione. I poliziotti stanno pure facendo osservare l'obbligo di indossare mascherine facciali protettive, ogni guidatore che non indossa una mascherina incorre in dure sanzioni legali.

In precedenza le autorità sanitarie nell'Ucraina occidentale avevano riportato il diffondersi di una “forma severa e NON IDENTIFICATA di influenza, che i dottori sospettano sia una forma virale di polmonite”. La malattia ha già fatto un certo numero di vittime nella regione. A Lviv, le scuole sono state chiuse e le autorità stanno conducendo riunioni di emergenza per stabilire come gestire il diffondersi di questa malattia.


Fonti:

www.mycityua.com
www.lenta.ru
www.ubalert.com
www.mignews.com.ua

www.unian.net

Sembra proprio che lo scenario previsto si stia avverando: le vaccinazioni che scatenano la vera epidemia (ma aspettiamo conferme del fatto che ci siano state numerose vaccinazioni contro l'influenza suina prima dell'epidemia), legislazioni d'emergenza, militari per le strade ad offrire trattamenti sanitari alla popolazione (anche vaccinazioni obbligatorie per tutti?), scie chimiche intensificate per indebolire il sistema immunitario della popolazione e dare una mano all'agente biologico messo in circolazione e/o per diffondere qualche ulteriore agente infettivo (magari batterico questa volta)...

E come ciliegina sulla torta la notizia delle code davanti alle farmacie per l'acquisto di Tamiflu che il governo ha fatto pervenire in grandi quantità; l'uso smodato di tale antivirale pericolossissimo per la salute farà quindi aumentare il tasso di complicazioni e di mortalità correlate al nuovo virus in modo da giustificare poi l'instaurazione della legge marziale.

E tutto questo avviene con la scusa di una sessantina di vittime (almeno per ora) in un paese dove probabilmente ogni anno (come da noi del resto) ne muoiono di più per gli incidenti automobilistici o per gli infortuni sul lavoro.

Mobilitiamoci al più presto prima che tutto questo obbrobrio si ripresenti a casa nostra e ricordiamo a tutti che:

CHI SI VACCINA (contro l'H1N1) METTE IN PERICOLO ANCHE TE!


P.S.: è quasi finita la seconda parte del dossier sull'influenza suina e sul vaccino allo squalene, già on line a questo indirizzo ed in continuo aggiornamento.


Articolo di: Corrado Penna
Visita il blog: http://scienzamarcia.blogspot.com/

01 novembre 2009

Il vaccino per l'influenza A contiene nanoparticelle

A metà settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui l'economista e politologo William Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l'influenza H1N1. «Ora e' saltato fuori - si legge - che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che è risultata attaccare cellule sane e che puo' essere mortale».

Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell' Ecole Polytechnique Fe'de'rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: «queste particelle sono cosi' sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo' essere quindi estremamente forte».

«C'e' un solo - obietta Engdahl - piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute».

Le particelle di nanodimensioni - viene spiegato - si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu' essere rimosse.

«Dopo lo scandalo dell'amianto - incalza Engdahl - e' stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu' piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull'uomo».

L' European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di Agosto ha pubblicato un articolo intitolato “L'esposizione alle nanoparticelle e' correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma”.

Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta' fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta' respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.

«Il fatto chel'Organizzazione mondiale per la sanita', l'European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle - e' la drastica conclusione di William Engdahl - la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee».



Quanto riportato è uno spezzone di un articolo ben più ampio scritto da Rita Pennarola per il sito Web http://www.lavocedellevoci.it
Leggi interamente l'articolo direttamente dalla fonte cliccando qui.


A chiunque fosse realmente interessato ad approfondire la questione dei vaccini contro l'influenza suina consiglio vivamente la lettura del dossier realizzato dal Professor Corrado Penna: http://scienzamarcia.altervista.org/suina.html

Segnalo infine anche questo documento redatto da Jean Jacques Crèvecoeur: http://scienzamarcia.altervista.org/InfluenzaSuina.pdf


L'informazione, quella vera, è l'unica arma che abbiamo a disposizione per non essere manipolati come pecore in un gregge o essere trattati come topi da laboratorio...

29 ottobre 2009

Paolo Barnard: il Trattato di Lisbona